Roma, 18 mar. (TMNews) – “Profonda soddisfazione” per la sentenza della corte di Strasburgo che ha dato ragione al Governo italiano nella causa ‘Lautsi e altri contro Italia’ sulla presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche, spiegando che non è considerabile come un “elemento di indottrinamento”. A esprimerla è il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, secondo la quale nel pronunciamento della corte di Strasburgo “si riconosce la gran parte del popolo italiano. Si tratta – dice in una nota Gelmini – di una grande vittoria per la difesa di un simbolo irrinunciabile della storia e dell’identità culturale del nostro Paese”.
Il Crocifisso – prosegue il ministro – sintetizza i valori del Cristianesimo, i principi sui cui poggia la cultura europea e la stessa civiltà occidentale: il rispetto della dignità della persona umana e della sua libertà. E’ un simbolo dunque che non divide ma unisce e la sua presenza, anche nelle aule scolastiche, non rappresenta una minaccia né alla laicità dello Stato, né alla libertà religiosa”.
Oggi – conclude – è un giorno importante per l’Europa e le sue istituzioni che finalmente, grazie a questa sentenza, si riavvicinano alle idee e alla sensibilità più profonda dei cittadini”.
Red/Cro
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