Roma, 2 ago. (Apcom) – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parla davanti al nuovo Consiglio superiore della magistratura dopo l’elezione di Michele Vietti a vicepresidente e raccomanda “grande cura nella formazione specie dei giovani magistrati”. È l’occasione per ricordare, ancora una volta, quale deve essere il ‘Dna’ del magistrato.
“Devono essere consapevoli in ogni momento dei difficili compiti loro affidati – dice il presidente pensando soprattutto alle giovani toghe – mettendosi in grado di svolgerli con autorevolezza, riservatezza e ‘umiltà'”.
“Non debbono mai dimenticare che i casi sui quali sono chiamati a pronunciano promanano da situazioni difficili e spesso dolorose che ‘hanno per protagonista l’uomo e le aspettative di giustizia che egli nutre'”. Quindi Napolitano raccomanda all’organo di autogoverno della magistratura di “accompagnare costantemente i giovani magistrati nel loro lavoro in special modo quando sono chiamati a esercitare le funzioni nei luoghi dove più forte è la presenza della criminalità e dove più forte è perciò il bisogno di ogni cittadino di sentire la presenza dello Stato e la sua determinazione nel contrastare violenze, sopraffazioni e corruttela”.
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