VARESE (e. ma.) Non è arrivato su un barcone (ma in aereo alla Malpensa). In ogni caso Hicham Mourtadi, 39 anni, alle regionali nella lista della Federazione della sinistra (Prc più Pdci), è arrivato nel Varesotto senza permesso di soggiorno e quel suo antico status è diventato uno slogan elettorale: «Da clandestino a candidato». Nato a Casablanca, Mourtadi arrivò in Italia quindici anni fa: «Due anni dopo riuscii a mettermi in regola grazie alla sanatoria decisa dal governo Dini – racconta – lo scorso dicembre ho ottenuto la cittadinanza italiana». Quella di Hicham, pur tra mille sacrifici, è una storia di integrazione riuscita. Musulmano («frequento ogni tanto la moschea»), ben inserito («vivo a Sesto con mia moglie e i nostri bambini»), lavora da molti anni alla Lascor come operaio metalmeccanico ed è impegnato nel Cooordinamento lavoratori stranieri della Cgil. «Ho deciso di candidarmi per sollecitare maggiore attenzione ai problemi dei lavoratori e affinché in Italia sia riconosciuta a tutti identica libertà di culto» spiega Hicham che ha incontrato i giornalisti con il segretario provinciale del Prc Giovanni Bonometti. «Il lavoro ci rende tutti
uguali – dice ancora – guai a cadere nella trappola di Lega e Pdl quando fanno di tutto per distinguere e dividere i bianchi dai neri, gli italiani dai marocchini e dai rumeni». Un altro tema al centro della sua campagna elettorale è quello della battaglia contro le privatizzazioni. Acqua ma anche scuola e sanità: «La politica della giunta Formigoni – dice – ha favorito le strutture private frequentate dalle persone più benestanti e penalizzato le strutture pubbliche dove vanno i figli degli operai». Mourtadi promette anche di contrastare la legge Bossi-Fini, considerata un ostacolo all’integrazione: «Gli stessi fatti di Rosarno – spiega – sono stati originati da una normativa che intende costringe gli stranieri alla clandestinità».Un italo-marocchino nella lista delle regionali non è una circostanza casuale: «Hicham è un operaio e la sua storia è quella di migliaia e migliaia di lavoratori immigrati – dice Bonometti – si tratta di persone che per ottenere alcuni basilari diritti sono stati costretti ad affrontare umiliazioni e privazioni spesso molo pesanti, per una forza della sinistra qual è la nostra è naturale stare al loro fianco».
s.bartolini
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