Dalla plastica agli amminoacidi: l’Insubria chiude il progetto ProPla e guarda alla bioeconomia del futuro

Dalla plastica agli amminoacidi: l’Insubria chiude il progetto ProPla e guarda alla bioeconomia del futuro
Tre anni di ricerca per trasformare le microplastiche di PET in nuove risorse attraverso la biotecnologia. Il progetto, coordinato dall’Università dell’Insubria e sostenuto da Fondazione Cariplo, riunisce università, Cnr e imprese e apre nuove prospettive per l’economia circolare.

Si chiude con uno sguardo rivolto al futuro il percorso di ProPla – Proteins from Plastics, il progetto coordinato dall’Università dell’Insubria e finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando «Economia circolare: promuovere ricerca per un futuro sostenibile».

L’evento conclusivo si è svolto lunedì 5 ottobre nell’Aula Morandi del Centro Congressi Fast di Milano, dove ricercatori, imprese e rappresentanti delle istituzioni si sono confrontati sui risultati raggiunti e sulle possibili applicazioni delle soluzioni sviluppate nei tre anni di attività.

Dalle microplastiche a nuove risorse

Al centro di ProPla c’è una sfida tanto complessa quanto attuale: recuperare il microPET presente nelle acque e trasformarlo, attraverso processi biotecnologici, in prodotti ad alto valore aggiunto.

Il progetto ha affrontato l’intera filiera, partendo dal recupero delle microplastiche per arrivare alla loro bioconversione. Accanto alla ricerca tecnologica sono state condotte valutazioni sull’impatto ambientale, sulla sostenibilità economica e sulle possibilità di trasferire i risultati dal laboratorio al mondo industriale.

L’obiettivo scientifico era in particolare quello di riuscire a convertire il polietilene tereftalato (PET), quando presente sotto forma di microplastiche, in amminoacidi, utilizzando un approccio basato sulla biotecnologia.

Sei unità di ricerca insieme

A coordinare il progetto è stato Loredano Pollegioni, professore del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell’Università dell’Insubria, con competenze nel campo dell’ingegneria enzimatica e della biologia dei sistemi.

ProPla ha messo in rete sei unità di ricerca, coinvolgendo, oltre all’Insubria, l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Milano-Bicocca e l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Cnr.

Un lavoro multidisciplinare che ha unito competenze differenti: dall’analisi dell’inquinamento da plastica alla microbiologia, dall’entomologia fino agli studi economici e alla valutazione del ciclo di vita dei materiali.

Un batterio e le larve della mosca soldato nera

Uno degli obiettivi principali di ProPla è stato lo sviluppo di un ceppo batterico in grado di trasformare il microPET attraverso processi biologici.

A questo percorso si è affiancata una seconda linea di ricerca, dedicata al microbiota intestinale delle larve della mosca soldato nera, studiato per comprendere e potenziare la loro capacità di bioconversione.

Due approcci differenti, inseriti nella stessa prospettiva: cercare nella biologia strumenti innovativi per affrontare il problema dell’accumulo delle plastiche e trasformare un materiale considerato rifiuto in una possibile risorsa.

Ricerca e imprese, una collaborazione decisiva

La giornata conclusiva è stata anche l’occasione per sottolineare l’importanza della collaborazione tra mondo scientifico e sistema produttivo.

Durante l’evento sono stati illustrati i principali risultati ottenuti, le attività di disseminazione e il contributo del gruppo giovani. Spazio anche alle aziende che hanno sostenuto il progetto, tra cui Plastipak, Lati e Bict, chiamate a confrontarsi sulle prospettive di applicazione e valorizzazione delle innovazioni sviluppate.

Il passaggio dalla ricerca all’industria rappresenta infatti uno dei nodi centrali per trasformare i risultati scientifici in soluzioni concrete e replicabili.

Il prossimo passo è il trasferimento tecnologico

A chiudere i lavori è stata una tavola rotonda dedicata al ruolo dell’innovazione nella costruzione di una filiera più sostenibile.

Ad aprire il confronto è stato ancora Pollegioni, con un intervento dedicato alle prospettive future di ProPla e alle possibilità di trasferimento tecnologico dei risultati ottenuti.

Al tavolo si sono confrontati rappresentanti di Regione Lombardia, Confservizi Lombardia, Confindustria Varese, Camera di Commercio di Varese, Lombardy Energy Cleantech Cluster e Università di Milano-Bicocca.

Un confronto che ha permesso di allargare la discussione oltre il perimetro della ricerca, affrontando temi come la collaborazione con le imprese, il trasferimento tecnologico e la creazione di nuove opportunità nel campo della bioeconomia circolare.

Il progetto ProPla si chiude così dopo tre anni di attività, ma con una prospettiva che guarda già oltre la conclusione della ricerca: trasformare le conoscenze sviluppate in nuove tecnologie e contribuire alla costruzione di un modello produttivo nel quale anche la plastica possa diventare una risorsa da recuperare e valorizzare.

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