Dalla serie C2 alla B? Varese, si può fare

Dalla serie C2 alla B? Varese, si può fare

di Stefano Affolti

Ciò che sta combinando il Varese è enorme: neopromosso, snobbato da tutti (anche adesso che ha fatto vedere meraviglie), ha un piede e mezzo nei playoff, traguardo insperato alla vigilia. Negli spareggi per la B la banda Sannino potrebbe essere l’unica sfavorita in un lotto che comprenderà sicuramente Arezzo e Cremonese, e forse il Benevento: tutte corazzate milionarie, costruite per vincere il campionato. Chissà che i nostri Nessuno non la facciano sotto il naso a questi spocchiosi ciclopi. Ma quanto è difficile il doppio salto dalla quarta serie alla cadetteria? Impresa rara ma possibile: lo dice la storia. Tocchiamo ferro e guardiamo indietro.Prendiamo gli ultimi trenta campionati di serie C (dal 1979/80, quando trionfò il Varese di Fascetti, al 2007/08) e Lega Pro (2008/09): sul campo hanno decretato 120 promozioni in B, due all’anno per ogni girone. Non teniamo conto dei ripescaggi, ormai frequentissimi: sparizioni e penalizzazioni a raffica hanno liberato svariati posti in ogni categoria, falsando il gioco degli incastri. Basti per tutti l’esempio della Florentia Viola, progenitrice dell’attuale Fiorentina: nell’estate 2003, dopo il fallimento e la vittoria nel torneo di C2, saltò a piè pari la C1, venendo ammessa direttamente in B per meriti sportivi. Per i toscani, quindi, non si poté tecnicamente parlare di doppia promozione.Nel periodo di tempo che osserviamo, le più promosse in B (quindi anche pluriretrocesse dalla categoria superiore) sono state Ancona, Avellino, Monza e Palermo: quattro feste ciascuna. Appena nove biglietti su 120 sono stati staccati da squadre provenienti dalla C2. Si è quasi sempre trattato di club blasonati, rappresentanti di piazze “pesanti”, rette da patron capaci di forti investimenti: quindi

realtà sulla carta molto meno sorprendenti del Varese-Nessuno.Nell’era delle tradizionali due promozioni dirette, solo Spal (1992) e Ravenna (1993) erano riuscite a ripetersi, addirittura vincendo il campionato di C1. Due casi (su 56: il 3,57%) in quattordici stagioni: preziosi come i panda. Il doppio salto si è fatto meno arduo (sette successi su 64: 10,94%) da quando, nel 1993/94, sono stati introdotti i playoff, che coinvolgono le piazzate fino al quinto rango. L’impresa così è più fattibile, anche per ovvi motivi di calcolo delle probabilità.Ma chi sono state le elette? Eccole, in ordine cronologico: Treviso (’97) e Cremonese (’05) hanno dominato il loro girone; Castel di Sangro (’96), Ternana (’98), Messina (’01), Triestina (’02) e Mantova (’05) hanno esultato negli spareggi. Tra tutte queste regine, solo Ravenna e Treviso hanno vinto entrambi i campionati (i veneti fecero addirittura tris: nel ’95 avevano trionfato in D). Nell’albo d’oro c’è un’unica strepitosa doppietta: l’hanno firmata, nel raggruppamento A del 2004/05, le matricole Cremonese (prima in regular season) e Mantova (vittorioso nei playoff), che sono salite in B a braccetto, invertendo l’ordine di classifica dell’anno precedente in C2.A ben guardare, comunque, quattro bipromosse su cinque nei playoff sono partite in pole position, grazie al secondo rango nella stagione regolare: c’è l’isolata eccezione della Triestina, che ci fa ancora male perché quella volta soffiò in extremis il quinto posto proprio al Varese di Beretta.Mentre coccoliamo i ragazzi in biancorosso, alla luce di queste cifre sussurriamo al loro orecchio due cose. La prima: sognare non è da pazzi, una su dieci ci riesce. La seconda: se ce la fate, siete dei Nessuno da leggenda.

a.confalonieri

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