VARESE Hanno sfidato la corrente, la stanchezza, il maltempo, ma alla fine sono arrivati a Venezia, pagaiando in kayak sul fiume Sile. Un’avventura nel vero senso della parola per 40 adolescenti (nati dal 1996 al 1994) della comunità don Gnocchi.Il viaggio è partito da Treviso. Prima tappa: Cendon. Seconda: Musestre. Terza: Mazzorbetto. E poi via di corsa verso Punta Sabbioni, dove i canoisti si sono goduti un po’ di riposo in spiaggia. E’ ormai passata una settimana dal giorno del ritorno, ecco come i ragazzi ricordano l’esperienza di cui sono stati protagonisti. «Ci ha aiutati a crescere e a capire che senza le comodità quotidiane si può sopravvivere» racconta Alice Croci. «Avventura unica – spiega Elena Malinverno – è la prima volta che ho viaggiato usando solo la mia energia per spostarmi, cosa molto soddisfacente nonostante la fatica. E che fa crescere di più rispetto a una vacanza in albergo dove si hanno fin troppe comodità. Il vivere fianco a fianco e il condividere la fatica ci ha unito. Quindi grazie ai preti e agli educatori che ci hanno permesso di vivere questa settimana di risate e fatiche». «Abbiano imparato cos’è il lavoro di squadra, per esempio per preparare i pasti – commenta Elisa Ghiringhelli – Un problema è stato riuscire ad adeguarsi alle condizioni di vita spartane. Un esempio? Fare la doccia con le canne dell’acqua». «Quei 7 giorni passati tra scherzi e pagaiate non
si sono conclusi col rientro a Varese, poiché hanno lasciato dentro ognuno di noi nuove amicizie e nuove esperienze che proprio a causa della fatica hanno reso la vacanza unica nel suo genere» aggiunge Mauro Fierro. «La vacanza anche se ormai terminata da più di una settimana non rimane chiusa in uno scaffale del nostro cervello – continua Carlo Marzagalli – E’ in grado di accrescere le nostre giornate trasformandole in un laborioso esempio di vita». «Mi ha dato modo di mettermi in gioco, di conoscere persone nuove: da rifare» dice Marco D’Auria. «Un’avventura affascinante e divertente. Nonostante sia stata faticosa è servita a farmi crescere e gustare il frutto dei propri sforzi» afferma Ilaria Macaluso. «Particolare, divertente e istruttiva» dice Francesco Rubano. «E’ stata una tappa conclusiva del percorso fatto durante l’anno. Utilissima per consolidare le amicizie e conoscersi meglio – conferma l’educatrice Maria Camilla Romano – Abbiamo imparato ad avere pazienza nei rapporti con gli altri, dovendo conviverci per 7 giorni e a tirar fuori tenacia e fede per non scoraggiarci quando le forze sul kayak diminuivano». Daniela Trinchi: «fantastica e da rifare assolutamente».Silvia Brasile: «Divertente e entusiasmante allo stesso tempo, nuove amicizie e tanto divertimento». Alessia Lazzarin: «Stupenda: eravamo un gruppo molto legato e, sicuramente grazie a questo, siamo riusciti per una settimana a affrontare le difficoltà e la stanchezza». «Il rapporto tra noi amici non ha potuto che intensificarsi» conclude Samuele Bosoni.
s.bartolini
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