– Missione speciale ieri per Daniel, 4 anni e mezzo, che è stato chiamato con urgenza al comando provinciale dei vigili del fuoco di via Legnani. Al bimbo è stato dato il compito di scovare il folletto Hatly. Daniel è l’unico in grado di portare a termine l’impresa perché ha imparato a conoscere il folletto durante i ricoveri al Del Ponte, dove ha appena concluso la terapia per combattere la leucemia. «In ospedale Daniel doveva stare molto tempo in camera da solo, senza poter entrare in contatto con altri bambini. Per distrarlo una volontaria del Ponte del Sorriso, Chiara, gli ha spiegato che nel reparto di pediatria si aggira un folletto che ruba i piedini ai bambini per nasconderli in cima alle montagne o sopra i tetti delle case, rovescia le macchinine dal letto e fa il solletico. I due, Chiara e Daniel, si sono messi a fabbricare trappole di stelle filanti per riuscire ad acchiappare il folletto, che però non si è mai fatto prendere» spiega Federica, la mamma di Daniel. Il bambino è stato però in grado di tracciare un identikit: il folletto Hatly ha una maglietta rosa e un cappellino a punta di colore verde.È molto veloce, salta come una cavalletta e riesce a diventare invisibile, quindi acciuffarlo è un’impresa difficile. Il foglio con l’identikit è stato distribuito ai vigili del fuoco che, l’altro giorno, hanno visto il cappello del folletto sbucare dall’abitacolo di un camion. «Il folletto è comparso un po’ ovunque, in cucina, nella sala operativa, e in altri luoghi del comando» ha ricostruito, presidente del Ponte del
Sorriso Onlus. Che venerdì sera – al ristorante Vecchio Ottocento, durante la “cena di fine terapia” organizzata per festeggiare Daniel e un altro ragazzo ricoverato al Del Ponte – ha mostrato le immagini girate al comando durante la caccia al folletto. Ma Hatly dai vigili del fuoco non si è fatto acchiappare. Ecco allora entrare in gioco Daniel che ieri pomeriggio è arrivato in comando per prendere il folletto con gli strumenti messi a punto nei mesi di degenza: un cane di peluche per fiutarne le tracce, un cuscino e una coperta con le coccinelle per immobilizzarlo. I vigili del fuoco hanno fatto trovare al bimbo una maglietta, una cintura e un cappello e poi è iniziata la caccia. Daniel ha fatto un giro di ricognizione sul camion e ha suonato la sirena. Ha provato anche a stanare il folletto con un getto d’acqua e ha proposto di tenere a portata di mano dei secchi per imprigionare Hatly. «Ho sentito un rumore, come dei passi da pollo, provenire da questa parte» affermava il bambino, seguito nell’impresa dai vigili del turno. Ogni tanto Daniel sembrava un po’ intimorito, ma – come gli ha detto il vigile del fuoco Fortunato – «quando si indossa la divisa non si deve aver paura di niente». La missione non è riuscita. «Ma Daniel, ribattezzato Daniel Tiger per la grinta, portando a termine le terapie contro la leucemia ha vinto una battaglia più grande e ora può iniziare a vivere e ad avverare tutti i suoi sogni, tra cui c’è quello di fare, da grande, il pompiere» conclude papà Paolo.













