VARESE Tutto è nato 37 anni fa grazie all’intraprendenza di Serafino Memmola. Oggi, lo stesso fondatore-presidente ha annunciato ai dipendenti la vendita della società, uno degli ultimi gioielli industriali varesini il cui marchio, nel settore degli antifurti, è noto in tutto il mondo.Cobra, quotata al segmento Star della Borsa di Milano, ha ceduto a un fondo tedesco la parte industriale della propria attività. Lo stabilimento di via Astico, a Masnago, ma anche i siti produttivi in Corea e in Giappone sono stati rilevati dall’investitore di private equity Bluo Sicav Sif (“BluO”) che ha sede a Monaco di Baviera. Il prezzo pattuito è di cinque milioni, l’acquirente si è accollato anche gli oneri finanziari lasciati dall’attuale gestione. Nel periodo di nove mesi chiuso al 30 settembre 2011, la società presentava un indebitamento finanziario netto di 20 milioni, ricavi di circa 80 milioni, un risultato operativo negativo per circa 3 milioni.Si è trattato ovviamente
di una decisione sofferta, forse lo sbocco inevitabile dopo le difficoltà incontrate negli ultimi anni. L’anno nero della Cobra è stato il 2008 con il crollo del del settore dell’automotive. Nel giro di un paio di anni, la società varesina è stata costretta a registrare un calo del fatturato pari al 48%. Poi la ripresa negli anni successivi in un contesto finanziario in ogni caso, ormai, compromesso. Negli ultimi anni Cobra ha navigato in rosso e di anno in anno gli azionisti sono stati chiamati a tamponare una situazione di progressiva e sempre più evidente difficoltà.La divisione ceduta ai tedeschi impiega circa 450 persone, di queste 360 lavorano a Varese. Almeno in questa fase non è in programma alcuna riduzione del personale. La BluO si è impegnata a presentare un piano industriale entro la fine del mese di giugno. Sino ad allora si procederà con gli standard produttivi già previsti.
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s.bartolini
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