Vavassori se ne va. Lascia la Pro Patria. «La mia esperienza a Busto è finita», annuncia.
Una decisione arrivata dopo un lungo periodo di riflessione. La voglia di misurarsi nel nuovo campionato di Prima Divisione non ha cancellato il problema dei costi di gestione e soprattutto non ha eliminato al delusione provocata da una città (Busto) che non ha dato quanto il patron si aspettava.
ha passato giornate intere e riflettere, soppesando i pro ed i contro, per non lasciare zone d’ombra.
Arriva con un anno di ritardo, perché già al termine della passata stagione volevo andarmene dopo aver vinto sul campo il campionato e non avere ricevuto riconoscenza. Anzi, una grande indifferenza. Se ho continuato il merito è stato di Ferrara che mi ha incoraggiato a proseguire dicendomi “vedrà la gente adesso ha capito, la conosce e si avvicinerà alla Pro Patria”. Purtroppo non è stato così e quindi ho preso la mia decisione di chiudere la mia esperienza.
Quando si è sparsa la voce che avrei potuto lasciare la Pro, mi sono arrivate delle telefonate da altre società. Ho valutato ogni singola offerta, ma non ho approfondito perché ancora non avevo deciso se continuare a Busto. Potrei prendermi un anno sabbatico, a meno che non ci siano delle condizioni che mi costringano ad andare in un’altra società che al momento non conosco.
Non sono il tipo che lascia la Pro Patria su una strada perché a questa società voglio bene. Avrei tanto desiderato fare calcio, ma è Busto che non me lo ha permesso.
Si sono fatti avanti delle persone e sono in corso degli incontri.
Se dovessero prendere la Pro Patria così com’è potrei pensare ad un anno sabbatico mentre se dovessero solo acquisire il titolo sportivo sono obbligato ad andare da un’altra parte per non perdere i giocatori che sono tesserati con la Pro Patria. Mica li regalo.
In perdita. Dopo tutto quello che ho messo in questi anni e dopo averla presa dai Tesoro.
Devono chiudersi entro la fine del mese perché c’è la scadenza dell’iscrizione della squadra alla Prima Divisione e va depositata la fideiussione di 600mila euro.
Non voglio versare la fideiussione da 600 euro e tenermela sul gobbo per tutta la stagione dopo che ho lasciato la società.
Subito dopo la conclusione della supercoppa a Firicano ho detto di tenersi libero perché stavo decidendo se rimanere a Busto o meno. Ho detto al tecnico di andare da qualche altra parte se avesse ricevuto delle richieste.
Mai perché è stata una bella esperienza: abbiamo vinto due campionati pur in mezzo a tante difficoltà e incomprensioni. Non posso scordare la Pro Patria. Il pentimento riguarda la conoscenza di altre persone. Ma ormai Busto per me rappresenta il passato. Questa sera ho abbassato la saracinesca e mai avrei pensato due anni fa di questi tempi a una simile epilogo.
Giovanni Toia
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