Deragliamento Napoli, macchinista: Non telefonavo nè sono fuggito

Deragliamento Napoli, macchinista: Non telefonavo nè sono fuggito


Roma, 8 ago. (Apcom)
– Poco prima del deragliamento del treno della Circumvesuviana, venerdì scorso a Napoli, costato la vita a un 71enne, “non è vero che ero al telefono”, nè che subito dopo lo scontro “sono fuggito”. A parlare, in esclusiva su Il Mattino di Napoli, è il macchinista del convoglio, Giancarlo Naso, 45 anni, ora indagato per disastro ferroviario e omicidio colposo.

“Lasciatemi tranquillo per favore, sono ancora sotto choc. Non riesco a togliermi dagli occhi quelle scene terribili. Ho visto la morte. Sono profondamente colpito da quanto è accaduto – dice – Ma le cose non sono andate come dicono. Non credete che per me sia facile, ma la mia coscienza è tranquilla perché io ho agito in modo corretto”.

“Non permetterò nessun tipo di speculazione su di me o sul mio operato. Sono confuso e disorientato, come credo lo sarebbero tutti nella mia situazione, ma sono anche tranquillo”, continua Naso, che riguardo alle testimonianze di qualche passeggero che ha detto di averlo vista parlare a telefono con qualcuno poco prima del deragliamento dice: “Le cose non sono andate

così. Ma lo chiarirà ben presto il mio legale nelle sedi competenti. Il resto sono solo chiacchiere”. Anche su una sua fuga in seguito allo scontro è chiaro: “Non è vero. Come ho detto anche in commissariato, nonostante lo choc e la confusione ho cercato di aiutare i passeggeri. Poi come gli altri sono stato medicato al San Giovanni Bosco”.

“Ho già chiarito davanti ai magistrati e alla polizia che ho rispettato tutte le norme previste dal regolamento in materia di sicurezza. Non posso dire altro”.

Red/Sav

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