Tra i seimila di Masnago oggi ci sarà anche Devis Mangia: salvata la Valenzana, blandito da sirene di Prima divisione, torna sempre volentieri dove tutto cominciò sei anni fa («Il primo amore non si scorda mai. E il rapporto con Luca Sogliano è speciale»). Ecco i suoi pensieri della vigilia.Se lo aspettava un Varese così?L’ho visto a inizio stagione: dissi che la squadra valeva i playoff. A tratti ha giocato meglio del Novara. Un ambiente così spinge molto oltre i presunti limiti.Ha visto la gara d’andata?In tv: il Varese ha fatto quel che doveva. Poteva vincere, ma conta l’approccio: non ha avuto timore. Sulla carta i campani sono più forti, il campo spesso la straccia. Questi ragazzi sanno tener testa a chiunque.Il Franco Ossola sarà pieno.Bello, un’impresa nell’impresa. Però io porto nel cuore i venti-trenta che c’erano a Brera e a
Tribiano, quelli della prima ora: meritano tutto questo.Ricky nel 2004 disse: arriveremo in B.Sa di calcio. Come Luca, come tanti in società: le buone idee vincono più dei soldi.L’uomo chiave?A pelle Buzzegoli e Gambadori. Non è questione di gol o di minutaggi: servono persone vere e lo sono.Che partita prevede?Il Varese deve fare il Varese, né rinnegarsi né speculare. Non credo a un Benevento d’assalto: la terrà in bilico e si giocherà tutto nell’ultima mezz’ora.Se alla fine succede, a chi penserà?A cinque persone. Ricky e Luca Sogliano, Maroso, Papini. E Mirocle Boggio: all’inizio fu fondamentale. A loro la città dovrebbe fare un monumento.Sannino dice che è tutto scritto.Ha ragione. Il bello è che non si può leggere prima.Stefano Affoltioggi due pagine speciali sul Varese impegnato nella importantissima sfida in casa contro il Benevento: c’è in palio il passaggio per la B
m.lualdi
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