Dl salvaliste/ Napolitano replica a critiche, Berlusconi contento

Dl salvaliste/ Napolitano replica a critiche, Berlusconi contento


Roma, 7 mar. (Apcom)
– Dal sito del Quirinale ieri sono arrivate anche le spiegazioni di Giorgio Napolitano per la firma del “decreto salvaliste” approvato venerdì dal governo. L’esclusione dalle elezioni regionali della lista del Pdl nel Lazio e di Roberto Formigoni in Lombardia “non era sostenibile” scrive il presidente della Repubblica in una lettera pubblicata sul sito del Quirinale in risposta a due cittadini.

Il Quirinale ha spiegato inoltre che il decreto “non ha presentato evidenti vizi di incostituzionalità” e che c’era più tempo per garantire la ‘piena partecipazione’: dunque l’unica soluzione politica era il decreto. Una decisione, quella del Colle, che ha complicato assai i rapporti tra il Pd e il Quirinale. Il segretario del partito dove Napolitano ha le sue radici politiche, Pier Luigi Bersani, aveva definito il decreto un “trucco ridicolo”, e il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, è arrivato ieri a evocare l’impeachment contro il presidente.

Il rischio della rotta di collisione con il Quirinale è apparso da subito ben chiaro ai democratici, che per tutto il giorno ieri si sono spesi a distinguere fra Quirinale e Governo, proteggendo il primo e accusando solo l’esecutivo per il decreto.

Intanto, e mentre una pioggia di critiche cadeva sul centrosinistra dai leader della maggioranza, Silvio Berlusconi è rimasto in silenzio in un sabato insolitamente romano. Con un intermezzo da presidente del Milan: all’ora di pranzo era con Adriano Galliani all’Hotel Villa Pamphili per pranzare con i giocatori del Milan impegnati all’Olimpico. La scelta per ora è di tenere i toni bassi, ma il presidente del Consiglio ha fatto trapelare la sua soddisfazione. Dopo lo scontro avuto con Napolitano nel faccia a faccia di giovedì sera, e dopo la firma del decreto, è parso convinto che il capo dello Stato abbia dimostrato grande correttezza e un comportamento davvero ‘super partes’. Ma è soprattutto contro il Pd che il Cavaliere punta il dito, dicendosi “deluso” per l’ennesima volta dal partito di Pier Luigi Bersani che “sa soltanto dire no e inseguire Di Pietro”.

Luc-Aqu-Adm

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