Dl Sicurezza;Intesa Pdl-Lega su clandestini,rimpatri accelerati

Dl Sicurezza;Intesa Pdl-Lega su clandestini,rimpatri accelerati

Roma, 10 apr. (Apcom) – Tutto chiarito tra Pdl e Lega, almeno sulla sicurezza. Il vertice a palazzo Chigi tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, con i ministri Roberto Maroni e Roberto Calderoli, sembra risolvere la questione dei tempi di permanenza degli immigrati clandestini nei Cie, con il premier che assicura il suo impegno per “accelerare i rimpatri” per circa 1.000 migranti. Ma nella

conferenza stampa seguente, rischia di aprirsi un altro fronte di scontro: Berlusconi è sembrato infatti aprire almeno uno spiraglio all’ipotesi dell’election day, con l’accorpamento in un’unica data delle elezioni europee e del referendum sulla legge elettorale. Ipotesi da sempre osteggiata dal Carroccio, perchè questa soluzione renderebbe praticamente certo il raggiungimento del quorum su un quesito referendario che la Lega vede come il fumo negli occhi.

Sulla vicenda dei Cie c’è stato “un chiarimento con Maroni”,
nella “maggioranza c’è piena condivisione sulle politiche della
sicurezza”, ha assicurato Berlusconi. Il premier ha spiegato che
“lottiamo contro il calendario perché il decreto scade il 26
aprile”, e a quella data verrebbero liberati 1.038 immigrati, in
gran parte tunisini. L’obiettivo del Governo, a questo punto, è
quello di chiudere immediatamente un accordo di rimpatrio con la
Tunisia, “Paese con cui ci sono particolari rapporti di amicizia,
anche personale, con le amministrazioni centrali. Per cui ci
daremo da fare in questi giorni per anticipare i rientri che
erano già assolutamente nei programmi”, ha chiarito Berlusconi.

Fonti di Governo che hanno preso parte agli incontri di palazzo
Chigi spiegano che l’accordo con la Tunisia potrebbe già essere
in dirittura d’arrivo: “A questo punto diventa meno urgente
intervenire sulla norma generale e si potrà gestirla con più
lucidità, magari nel ddl sicurezza”, e dunque “senza stressare le
Camere con convocazioni straordinarie”. Se la soluzione dovesse
andare in porto, si riprenderebbe la discussione sul limite
temporale di permanenza nei Cie: oggi sembra si sia trovato un
accordo su un periodo di 4 mesi, ma dalla Lega spiegano che
ancora non c’è nulla di definito.

Sembra dunque tornare il sereno nella maggioranza, con Berlusconi
che ha assicurato “la piena soddisfazione” del ministro
dell’Interno Maroni per la soluzione individuata, e Umberto Bossi
che da Venezia fa sapere che “con Berlusconi faremo tutto” per
risolvere la questione. Anche Roberto Calderoli è certo che con
il premier “una soluzione si trova sempre”. Il coordinatore del
Pdl e ministro della Difesa Ignazio La Russa, anche lui presente
al vertice di palazzo Chigi, ha poi spiegato che “la Lega ha
riconosciuto che non c’è differenza politica, che nessuno
contesta l’opportunità della norma che aumenta la permanenza nei
Cie”.

Torna però ad agitarsi, per la Lega, lo spettro dell’election day
con Europee e referendum: dell’ipotesi di accorpare elezioni
europee e referendum “ne parleremo al prossimo Consiglio dei
ministri”, ha detto il premier rispondendo ad una domanda in
conferenza stampa. La proposta dell’opposizione e del comitato
organizzatore per risparmiare fondi da utilizzare per il sisma in
Abruzzo “è degna di approfondimento” e quindi “vale la pena di
un’ulteriore riflessione”, ha aggiunto. Tuttavia, nulla più di
uno spiraglio, sembrerebbe. Nelle scorse settimane, Berlusconi
aveva rimandato la decisione alla discussione “negli organismi di
partito”.
Rea

MAZ

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