VARESE – Una serata dedicata alla legalità e alla marginalità ha portato don Luigi Ciotti al centro diurno Il Viandante di Varese. Il fondatore di Libera ha incontrato gli ospiti della struttura e poi il pubblico, ripercorrendo oltre sessant’anni di attività accanto alle persone più fragili.
Nel suo intervento ha ricordato l’esperienza del Gruppo Abele, nato nel 1965, e la successiva fondazione di Libera negli anni Novanta. Ha parlato anche della lotta all’Aids durante gli anni più difficili dell’emergenza Hiv.
Tra i ricordi, quello dell’incontro con Giovanni Falcone a Gorizia, durante un corso per la Polizia di Stato sulle dipendenze. I due si erano promessi di rivedersi davanti a un caffè, a Roma o Palermo. Quel caffè, ha raccontato don Ciotti, non fu mai preso.
Ampio spazio anche alla presenza mafiosa nel Nord Italia. Don Ciotti ha citato l’attentato del 1982 ad Aosta contro un magistrato e l’omicidio, l’anno successivo a Torino, del procuratore Bruno Caccia. Ha poi ricordato la legge 109 del 1996 sull’utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.
L’occasione dell’incontro è stata l’intitolazione del centro a Driss Moussafir, vittima innocente della strage di via Palestro del 27 luglio 1993. La struttura occupa un bene confiscato e restituito alla collettività.
All’evento erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. Il sindaco Davide Galimberti ha richiamato il processo Hydra e la costituzione del Comune di Varese come parte civile.













