VARESE Affrontare l’aggressore a sangue freddo, neutralizzandolo con un mix di tecniche che vanno dalla fuga ai pugni, dallo sguardo alle leve articolari. In questi ultimi due anni si è assistito a un boom di richieste per i corsi di difesa personale. Secondo gli esperti non si tratta di una moda, quanto di soddisfare un bisogno diffuso di sicurezza. Che ci sia voglia di autodifesa lo dicono i numeri. Lo scorso anno la Provincia di Varese ha organizzato un corso di autodifesa per donne. I posti disponibili erano 50, ma di richieste ne erano arrivate oltre 80. Proprio a fronte dell’incremento della domanda, affianco a realtà consolidate sul territorio come la Total Fighting School, stanno prendendo piede anche altre realtà, come Akm–Italia che insegna il Krav maga (significa: combattimento corpo a corpo). Aumentando la richiesta, aumenta anche la concorrenza tra le scuole che propongono corsi di difesa personale. Per esempio, lunedì 7 e lunedì 14, dalle 20.30 alle 22, allo Spazio
Mercantile di viale Valganna 30, Vittorio Porreca e Francesco Vacirca di Akm-Italia, presenteranno il Krav maga, la tecnica di difesa personale nata in Israele nei primi anni ’50 e ora praticata da Mossad, Cia e corpi speciali di polizia. «È stata la stessa associazione Akm-Italia ad individuare Varese come una città che avrebbe risposto bene a questa iniziativa – spiega Ester Frasisti, titolare di Spazio Mercantile – Gli iscritti ai corsi sono già 7, in maggioranza donne. Sicuramente, però, nel corso delle due serate dimostrative (a ingresso gratuito) se ne aggiungeranno ancora. Il nostro progetto, andando avanti, prevede anche delle simulazioni di situazioni di vita quotidiana in auto, in casa o su un mezzo pubblico. In questo modo si insegnano alcuni atteggiamenti che potrebbero essere utili per disarmare l’aggressore». E’ significativo osservare che la voglia di sapersi autodifendere cresce, mentre i reati diminuiscono. Come se ci fosse una forbice tra la realtà e la percezione che di essa hanno i cittadini.
e.romano
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