Doveva vendere Perché dipendere da un genoano?

La scelta giusta era (rimane) un’altra. Vendere il Varese, avendo deciso il suo presidente di partecipare alla conduzione d’un club diverso. Rosati doveva privilegiare la semplicità: entro nel Genoa, esco dal Varese.

Invece proverà a fare entrambe le cose, un po’ (un po’ tanto) a curare il Genoa, un po’ (un po’ poco?) a curare il Varese. Il quale si trova in una situazione surreale. E cioé: un nuovo presidente con il dieci per cento delle azioni, alcuni soci (la cordata napoletana) con pari percentuale, Montemurro con un trenta per cento regalatogli da Rosati, e infine Rosati con il quarantanove per cento del capitale. E sempre che la Federcalcio lo autorizzi a detenerlo, vista la contemporaneità del suo ruolo finanziario-dirigenziale a Genova. Se non lo autorizzerà, bisognerà riaggiornare l’agenda. Cioè vendere tutto invece di regalare qualcosa, e a quel punto in condizioni difficili: tempo limitato, compratori che potrebbero profittare dell’emergenza, società in balìa dell’imprevisto.

Rosati dice: vado là, ma resto anche qui perché non lascio soli gli amici e intendo garantire continuità a un progetto vincente. Ok, benissimo. Però gli amici in che condizioni operative si troveranno, con un socio di minoranza che in realtà séguita ad essere di maggioranza, dunque a condizionare le scelte? E queste scelte fin dove saranno autonome e fin dove no, risentendo del nuovo legame rossoblù dell’ex numero uno biancorosso? In parole

chiare: che cosa sarà ancora individuabile come Varese- Varese e che cosa come Varese-Genoa? Avremo benefici o danni da un satellitarismo non dichiarato e però effettivo? Ci s’ispirerà a un progetto nostro autonomamente studiato o da un progetto altrui, localmente declinato? Non sono interrogativi oziosi. E certamente se li pone il nuovo presidente, cui vanno riconosciuti coraggio, generosità, passione. Non c’è nulla, di ciò che ha affermato Nicola Laurenza insediandosi, a cui obiettare.

Lo spirito è giusto, l’entusiasmo lodevole, l’attaccamento alla bandiera autentico. Opererà al meglio, però in condizioni che non escludono il peggio, perché sarà un primo tra impari, obbligato a rendere conto all’azionista di riferimento. A Rosati, vicepresidente del Genoa.

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