Due sospettati per l’attentato al manager varesino

Due sospettati per l’attentato al manager varesino

Punta decisa dentro il Sant’Anna di Como, l’inchiesta di digos e procura sul sabotaggio ai danni della moto del direttore generale dell’ospedale, il varesino Andrea Mentasti. Nessun indagato, al momento, ma sospetti quelli sì: a tranciare i freni dello scooter del manager di via Napoleona sarebbe un dipendente dello stesso ospedale. Chi e, soprattutto, per quale motivo ha tentato di far schiantare in moto il direttore del Sant’Anna al momento è un mistero. Nella seconda metà di ottobre una mano per ora – ma forse ancora per poco – ignota, aveva preso di mira lo scooter del numero uno dell’ospedale, parcheggiata in un box sotto la palazzina della direzione generale, tagliando il cavo dei freni. Mentasti, complice anche il buio all’interno del garage, non si era accorto dell’olio dei freni finito sotto la moto ed era così partito, rischiando però quasi subito un incidente quando, in cima alla rampa d’uscita dal box, i freni non hanno risposto.La cerchia dei sospettati, a poco meno di due mesi dall’inizio dell’indagine, sarebbe stretta:un paio di nomi al massimo, sui quali sarebbero in

corso accertamenti. Di sicuro il sospetto opera all’interno della struttura di via Napoleona. Troppi i particolari a conoscenza dell’attentatore per ipotizzare il coinvolgimento di qualcuno estraneo al Sant’Anna. Innanzitutto il box sotto la palazzina della direzione generale non è neppure conosciuto da moltissimi dipendenti dell’ospedale stesso, immaginarsi da chi la struttura di via Napoleona non la frequenta neppure; inoltre Andrea Mentasti aveva cominciato a parcheggiare la moto nel garage da poche settimane e pochissime persone lo sapevano; infine un estraneo avrebbe sicuramente dato nell’occhio a inoltrarsi nel ventre della palazzina del Sant’Anna in pieno pomeriggio.Se i sospetti fossero confermati non è escluso che il sabotaggio alla moto del manager non abbia nulla a che vedere con le lettere di insulti ricevute la settimana precedente il fattaccio. Le missive, infatti, si riferivano alla vicenda della vendita delle case di proprietà dell’azienda ospedaliera, alienazione che aveva scatenato rabbia e preoccupazione tra molti inquilini. Intanto la procura ha chiesto venisse smontato e quindi ha messo sotto sequestro l’impianto frenante della moto del direttore generale, in attesa – probabilmente – di una consulenza.

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google