Due storie vicine, ma opposte Qual è la vostra?

Due storie vicine, ma opposte
Qual è la vostra?

Da un lato, un’opportunità arrivata in maniera inaspettata, tentando il tutto per tutto, credendo in se stessi. Dall’altro, un dramma, lavorativo e familiare, che getta nello sconforto più assoluto.

Le storie di Nicola e Nunzia aiutano a comprendere quanto sia imprevedibile il mondo del lavoro: quando tutto sembra ormai perduto, si aprono delle porte che rappresentano la speranza, la possibilità di rifarsi e di rimettersi in gioco. Altre volte quelle porte si chiudono e il futuro che ci si stava costruendo con fatica e sacrifici sfuma, lasciandoci con in mano solo un pugno di mosche.

Ma facciamo un passo indietro.

Fino a una settimana fa, Nicola Ottolini, era un cinquantacinquenne come tanti, purtroppo. La sua azienda di famiglia, che da tre generazioni pubblicava testi giuridici per la casa editrice Giuffré, ha aperto una procedura di cassa integrazione: lui è in cassa, seppure non a zero ore. Proprio nel web, ecco l’annuncio che non ti aspetti: Max Laudadio rinnova la sua troupe e ricerca personale, senza porre alcun limite di età. «Perché non provarci?» ha pensato Nicola. Passata la scrematura dei curriculum arriva il momento del colloquio e Nicola dà il meglio di sé. Va così bene che Max non se lo fa scappare: preso. «Inizio una seconda vita lavorativa: posso imparare da zero un nuovo mestiere e davanti a me vedo una carriera pronta a decollare». Parla con il cuore Nicola, con l’ottimismo di chi, a dieci anni dalla pensione, si sentiva destinato all’oblio.

Fino a una settimana fa, Nunzia Coppola era una donna come poche. Madre di tre figli, da quattordici anni lavorava in Autogrill al Terminal 1 di Malpensa. Un lavoro tutto sommato tranquillo, certo, con orari massacranti, ai quali però era ormai abituata. Un lavoro che Nunzia ha sempre affrontato con dignità, quella dignità che i suoi datori di lavoro, al momento del licenziamento, hanno calpestato. È stato il referente sindacale a darle la notizia: chi avrebbe dovuto farlo non ci ha proprio pensato. «Non mi davano informazioni, solo offese e discriminazioni. Pensare che Autogrill per me era come una famiglia». Parla con il cuore anche Nunzia, però il cuore ferito di chi non può più pagare il mutuo e che nel futuro non può più cercare certezze.

Porte che si chiudono, porte che si aprono. Sogni infranti e nuove sfide. Molti di voi si riconosceranno nelle storie di Nicola e Nunzia: volete condividerle con noi? Scriveteci a [email protected], e noi le racconteremo.

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