Non capiamo cosa ci sia di rassicurante, né il motivo di sorrisi così ostentati.
L’unico che potrebbe essere contento, almeno finché non avrà a che fare ogni giorno con il suo nuovo socio, è Rosati, che andrà a comandare meritatamente (parlano i risultati) il Genoa, con un peso sul cuore di nome Varese. Perché non potrà (non vorrà) disinteressarsi di noi. E se per chiunque sarebbe già un’impresa titanica affrontare Preziosi e il tremendismo genoano, perché farlo con una zavorra biancorossa? E’ per il suo bene, oltre che per il nostro, che Antonio dovrebbe pensare soltanto a una società e non a due. Le cose a metà riescono sempre male. Nero, o bianco: genoano o biancorosso, perché dividersi? L’amore è uno.
La gente, quella vera, si è sentita tradita per essere stata avvisata quasi per sbaglio da un giornale e da Preziosi per l’addio dell’uomo simbolo della società. Come se non contasse nulla: invece è il contrario, la gente è tutto. Il patron avrebbe dovuto parlare ai tifosi, di tempo ce n’era («La trattativa era andata in porto da tempo», ha detto il patron genoano), poi dimettersi e andare a firmare sotto la Lanterna. Non partire dal fondo e arrivare all’inizio, cioè davanti al pubblico e alla città che gli hanno dato tanto (ricambiati). Prima noi, poi Preziosi o chi vuoi tu, caro Antonio. Cosa avrebbe dovuto pensare un varesino vedendo sbucare il suo presidente da un ristorante ligure da… presidente di un’altra squadra?
I tifosi e le loro emozioni sono sacri: fossimo nel patron, reagiremmo con ironia ai cartelli esposti ieri allo stadio. Perché arrivano da un cuore che sanguina. D’incertezza. Di paura. Di dolore. Ma da un cuore biancorosso.
Infine, ultime e scenari.
1) Oggi il Corriere Mercantile di Genova uscirà con questa notizia: Rosati ha firmato una lettera d’intenti con Preziosi per l’acquisizione del Genoa entro il giugno 2014. Strada tracciata: ognuno vada per la sua.
2) Il silenzio dei soci napoletani, che aspettano domenica in Campania Rosati e Montemurro, è inquietante visto che da loro era arrivata una delle uniche due offerte d’acquisto (l’altra è di un costruttore).
3) Contano solo le quote di maggioranza e, alla fin fine, noi crediamo che Rosati dovrà cederle.
n Andrea Confalonieri
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