GALLARATE La città che sarà descritta dai programmi dei candidati sindaco. Ma la città come è oggi l’hanno raccontata le domande poste dalle associazioni del terzo settore.Insieme alle Acli, hanno organizzato il primo confronto elettorale tra gli aspiranti alla carica di primo cittadino. Un dibattito, quello di giovedì sera nella sala Rimoldi di via Agnelli, incentrato sul tema del lavoro, della casa e dei diritti; più in generale sulla questione dei bisogni delle fasce più deboli.A impressionare sono stati i numeri a partire dai quali gli esponenti delle associazioni hanno posto le loro domande. Ad esempio sul mondo del lavoro: nel gennaio 2010, stando ai dati dell’Osservatorio dell’economia di Villa
Recalcati, in tutta la provincia sono nate 504 imprese, ma ne sono state chiuse 711, con un saldo negativo di 207 unità. Dodici mesi dopo, non solo il saldo si conferma negativo, ma è più che raddoppiato: 934 aziende “morte” e 485 aperte, con un preoccupante -449.Se non c’è lavoro, non ci sono i soldi per comprare da mangiare. Ed ecco allora che, per descrivere meglio la situazione cittadina, le Acli hanno citato le 741 famiglie che, ogni mese, ricevono un pacco alimentare dalle parrocchie e dalle tante associazioni impegnate in questo settore: dalla Caritas alla conferenza di San Vincenzo, passando per il banco per la famiglia «Madre Teresa di Calcutta».
e.romano
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