«È sbagliato contare il reddito. Bisogna guardare l’indicatore Isee»

Sulla questione dei costi scolastici, l’assessore Dimaggio ritiene errato il calcolo di Orrigoni

Continuano a far discutere le nuove tariffe dei servizi scolastici introdotte da Palazzo Estense. Il consigliere di minoranza Paolo Orrigoni ha presentato una mozione per chiedere la revisione del nuovo regolamento dopo aver preso atto che «le nuove tariffe approvate, rispetto al sistema precedente, incideranno in maniera gravosa soprattutto sulle famiglie con reddito annuo che oscilla tra i 20 e i 40 mila euro».

Ma l’assessore ai servizi educativi Rossella Dimaggio ritiene che la premessa su cui si regge la mozione di Orrigoni sia sbagliata: «Per il calcolo delle tariffe non bisogna considerare il reddito, ma l’indicatore Isee. La mozione di Orrigoni “implode” perché un reddito di 20 mila euro corrisponde più o meno a un indicatore Isee di 8 mila euro. A differenza di quanto affermato da Orrigoni, per le famiglie con reddito compreso tra 20 e 40 mila euro le tariffe diminuiscono».

Di contro, secondo Orrigoni, è l’obiezione dell’assessore a essere sbagliata: «Ho specificato (citando la delibera 63 del 21-12, ndr) che si tratta di reddito Isee e ho specificato molto bene che si tratta della stessa base reddituale già stabilita l’anno precedente. Le famiglie che erano in quelle fasce lo scorso anno, sono nelle stesse

fasce anche quest’anno; quelle che sono cambiate sono le tariffe. Il consigliere Pepe e l’assessore Dimaggio non devono confondere la base statistica con la matematica; l’aumento del costo dei servizi scolastici per chi sta in quelle fasce è certo. Non ci devono venire a dire che ci siamo confusi, perché il loro documento parla chiaro».

Per quanto riguarda il costo dell’asilo nido, Orrigoni ha stimato che «il 20 per cento delle famiglie avrà un aumento della quota mensile per la frequenza giornaliera standard dal 20% al 40%», cosa che potrebbe spingere molte famiglie a mandare i figli a scuola altrove.

Sbagliato però, secondo Dimaggio, confrontare le rette di Varese con quelle dei comuni limitrofi: «Il Comune di Varese è l’unico con servizi scolastici cinque giorni su sette, dalle 7.30 alle 18.30. I nostri nidi hanno un livello di qualità altissimo, con un educatore ogni 8 bambini. Mi accusano di voler far cassa, ma con le rette pagate dalle famiglie si copre il 30% del costo del servizio, al nido non si arriva al 20%».