BRUXELLES – L’aumento dei prezzi energetici legato alla guerra in Medio Oriente spingerà l’inflazione nell’area euro sopra il 2% nel breve periodo. Secondo il bollettino economico della Bce, nel secondo trimestre 2026 si potrebbe arrivare al 3,1%, con un successivo calo al 2,8% nel terzo trimestre grazie alla flessione attesa dei prezzi delle materie prime nei contratti future.
La Banca centrale europea segnala però che i rischi restano al rialzo: il protrarsi del conflitto potrebbe determinare rincari più duraturi dei beni energetici e ulteriori pressioni inflazionistiche. L’istituto invita quindi a monitorare attentamente l’evoluzione dei mercati e l’impatto sulle prospettive economiche dell’eurozona.













