Electrolux, piano da 90 milioni in Italia: uscite incentivate e futuro da riscrivere per Cerreto d’Esi

Electrolux, piano da 90 milioni in Italia: uscite incentivate e futuro da riscrivere per Cerreto d’Esi
Al tavolo del Mimit l’azienda presenta un nuovo piano per il futuro degli stabilimenti italiani: 1.250 uscite volontarie in tre anni, investimenti e rinvio della chiusura del sito marchigiano

Un piano di uscite volontarie incentivate per 1.250 lavoratori nell’arco di tre anni, un programma di investimenti da 90 milioni di euro in Italia e il rinvio della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche, per consentire di lavorare a un progetto di reindustrializzazione.

Sono questi i principali elementi emersi dal tavolo di confronto su Electrolux convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), dove azienda, sindacati e istituzioni si sono confrontati sul futuro del gruppo e dei suoi stabilimenti italiani.

Resta aperta la partita per Cerreto d’Esi

La novità più significativa riguarda proprio lo stabilimento marchigiano. Rispetto all’ipotesi iniziale, che prevedeva la dismissione entro il 31 dicembre, Electrolux ha prospettato un rinvio della chiusura.

L’obiettivo è utilizzare questo periodo per accompagnare un possibile percorso di reindustrializzazione del sito, con modalità e tempistiche che dovranno essere definite nelle prossime settimane.

Una prospettiva che lascia quindi aperta la partita sul futuro dello stabilimento e dei lavoratori, anche se il percorso resta ancora da costruire nei dettagli.

1.250 uscite volontarie in tre anni

Sul fronte occupazionale, la proposta dell’azienda prevede un piano di 1.250 uscite volontarie incentivate nel prossimo triennio.

Nel dettaglio, il programma riguarderebbe 600 impiegati e 650 operai e dovrebbe essere gestito attraverso strumenti di incentivazione all’uscita, nell’ambito della riorganizzazione complessiva del gruppo.

Il tema occupazionale resta uno dei nodi centrali del confronto con le organizzazioni sindacali, chiamate ora a valutare la proposta e le ricadute sui singoli stabilimenti.

Novanta milioni di investimenti in Italia

Accanto alla riorganizzazione del personale, Electrolux ha annunciato un programma di investimenti pari a 90 milioni di euro destinato alle attività produttive italiane.

Il piano industriale punta sul rinnovo della gamma dei prodotti, con l’obiettivo di rafforzare la competitività degli stabilimenti e aumentare i volumi complessivi.

Tra i prodotti sui quali l’azienda intende concentrare gli investimenti figurano:

  • frigoriferi;
  • piani cottura a gas di fascia alta;
  • forni a vapore e pirolitici;
  • lavatrici ad alta capacità;
  • lavastoviglie.

L’obiettivo indicato è quello di superare i tre milioni di unità prodotte.

Ammortizzatori e competitività, il nodo dei costi

Per accompagnare la fase di transizione, Electrolux ha sottolineato la necessità di fare ricorso agli ammortizzatori sociali, insieme a un intervento coordinato per rafforzare la competitività del settore.

Tra i temi sollevati dall’azienda c’è anche la revisione del meccanismo europeo relativo ai dazi sulle materie prime, il cosiddetto Cbam, considerato un elemento importante nel quadro della competizione internazionale.

La questione dei costi produttivi e della concorrenza internazionale rimane infatti centrale per il futuro del comparto degli elettrodomestici e per la capacità degli stabilimenti italiani di mantenere livelli produttivi competitivi.

Il governo: “Accordo entro ottobre”

Dal tavolo del Mimit è arrivata anche la disponibilità del governo a sostenere l’operazione attraverso gli strumenti previsti dalla nuova legge di bilancio.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha indicato come obiettivo la definizione dell’intesa entro il mese di ottobre.

Il prossimo appuntamento è già stato fissato: azienda, sindacati e istituzioni torneranno a incontrarsi il 29 ottobre, in una data particolarmente importante perché precederà la decisione della casa madre sulla riorganizzazione globale del gruppo.

Da quel confronto potrebbe quindi arrivare una prima definizione del percorso per gli stabilimenti italiani, compreso il futuro di Cerreto d’Esi, e delle misure occupazionali e industriali previste dal nuovo piano Electrolux.

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