Roma, 8 feb. (Apcom) – Il Pdl “è nato davvero”, come dice Sandro
Bondi, “e comincia a morire il nichilismo tardosessantottino, di
cui Berlusconi rappresenta l’antitesi”, secondo il ministro del
Welfare Maurizio Sacconi. Nella prima (“e spero sia anche
l’ultima”) intervista sul caso di Eluana Englaro, rilasciata al
‘Corriere della Sera’, Sacconi tiene a spiegare ai lettori “di un
grande giornale laico” che “tutte le scelte del governo, dalla
mia circolare al decreto, sono state ispirate dalla ragion laica”.
Lei è credente? “Oggi sì. Ma la mia storia politica è socialista
e laica. Laica è la logica in cui ci siamo mossi, e cha ha unito
gli interventi del laicissimo Brunetta e del cattolico Rotondi”.
Pressioni della Chiesa? “Non ho avuto nessuna pressione dalla
Chiesa. Ho avuto, ma solo dopo il decreto, alcune telefonate di
apprezzamento, da cui emergenza una positiva sorpresa”.
Quanto al protocollo per la sospensione di alimentazione e
idratazione di Eluana, Sacconi afferma: “I giudici hanno previsto
che tutto avvenga in un ‘hospice’, in una struttura sanitaria
dalle caratteristiche particolari, che non sono certo quelle di
una casa di riposo”. Laicità significa, per Sacconi, “civiltà del
dubbio e principio di precauzione”. E il ministro del Welfare
nutre dubbi anche “sul luogo e sulle modalità
dell’accompagnamento alla morte: perché nessun centro sanitario
in Italia, tanto meno una casa di riposo, ha regole o modalità
operative idonee a un protocollo di morte lenta”.
Ska
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