BUSTO ARSIZIO Enzo Tortora e Busto, si riannoda un filo. Ieri sera il ricordo del grande conduttore di “Portobello” con l’intitolazione ufficiale della web tv ai Molini Marzoli alla presenza della vedova Francesca Scopelliti e del biografo Vittorio Pezzuto. Un’occasione per ravvivare un legame speciale tra il popolare uomo di spettacolo e la città che lo rilanciò sul piccolo schermo italiano ai tempi di Telealtomilanese. Della tivù fondata da Peppino Mancini Enzo Tortora fu il padrino e il protagonista più rappresentativo. «Fu lui a presentare, da par suo, l’inaugurazione di Telealto, nel 1977 – ricorda Giorgio Romussi, allora direttore dei servizi giornalistici della tivù bustocca e oggi
caporedattore de “L’inform@zione” – conduceva “Aria di Mezzanotte”, intervistava persino i clochard e le prostitute. Fu il suo trampolino dopo l’epurazione alla Rai». Tortora fu «il faro», come lo definisce Giovanna Massironi, bustocca, una delle prime annunciatrici di Tam. «Quando se ne andò – racconta – avemmo la sensazione che il sogno di libertà che avevamo vissuto in quegli anni fosse un po’ meno possibile. Era un faro per tutti noi, lavorare con lui non era facile ma era molto stimolante e formativo». Peppino Mancini voleva che firmasse un contratto importante ma Tortora lo visse come un legame troppo stretto e non accettò. Era uno spirito libero.Andrea Aliverti
m.lualdi
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