VARESE Eternit alla Schiranna, trovati i responsabili. E questa volta pagheranno loro e non i varesini. Lo ha fatto sapere in serata l’assessore alla Tutela ambientale, Stefano Clerici, preannunciando l’ordinanza comunale attesa già domani in mattinata: «Obbligheremo la persona individuata a smaltire questi rifiuti».
Gli approfondimenti del caso di fatto sono partiti oggi, dopo la movimentata domenica che hanno passato Vigili del fuoco e Guardie ecologiche comunali. Prima la scoperta del tir da otto metri carico di eternit in via Vigevano, sopra l’area feste del Pd, intorno alle 8.20 del mattino; poi i vari tentativi di metterlo in sicurezza, almeno temporaneamente, conclusi solo verso le 17 dopo la chiusura al traffico del tratto di strada interessato. Solo domani invece è stato possibile incapsulare il vecchio bilico in seguito al sopralluogo dell’Arpa, ente competente in materia che dato il giorno festivo non è intervenuto prima.
«Eì stato sigillato a dovere – spiega Clerici – per evitare qualunque rischio di inalazione delle fibre di amianto. Speriamo che adesso venga portato via in tempi brevi, e non sarà a carico della collettività». Le Gev infatti hanno svolto le indagini del caso, andando a bussare direttamente a casa del presunto
responsabile e compilando una relazione dettagliata che sarà valutata dall’amministrazione domani. «Hanno compiti di polizia giudiziaria, noi ci siamo fatti un’idea ma la conferma deve arrivare da loro. Da parte nostra daremo subito la sanzione amministrativa, poi con tutta la documentazione faremo denuncia visto che l’abbandono di rifiuti pericolosi è un reato penale».
Nonostante entrambe le targhe sul bilico siano risultate false, il numero di telaio ha permesso di risalire alla ditta di Parma che lo aveva fabbricato e poi al proprietario attuale. Saputo quello, sono state accertate anche la proprietà e l’affittuario del terreno sopra l’area feste della Schiranna. Legambiente intanto ha fatto appello ai cittadini perché chi aveva visto qualcosa lo facesse sapere, mentre qualcuno per trovare conferme ha sfruttato anche la tecnologia. «Ho guardato con Google Maps in 3D – racconta Marco Bonomi, un calcinatese – si ferma al cancello, ma è possibile vedere da dietro i due rimorchi con dei segni rossi sul fianco».
s.bartolini
© riproduzione riservata













