Roma, 8 giu. (Apcom) – Un duro colpo al bipartitismo e la
conferma che in Italia lo spazio per un partito di centro che
cammini sulle proprie gambe c’è tutto: esulta l’Udc di Pier
Ferdinando Casini di fronte ai dati delle elezioni europee che
danno il suo partito oltre il 6%, quindi ben al di sopra di quel
5,6% preso alle Politiche dello scorso anno.
La proiezione più rosea per via dei Due Macelli, Casini la
apprende in diretta durante un collegamento con ‘Porta a Porta’:
è al 6,6%, un dato vicinissimo a quel 6,8% ottenuto alle
Politiche del 2006 quando l’Udc correva ancora insieme a Silvio
Berlusconi nella Casa della Libertà. “La nostra sfida
temeraria di correre da soli ha gambe per andare avanti: la
prospettiva è un partito della nazione”, esulta l’ex presidente
della Camera.
“Il bipartitismo subisce una dura lezione”, decreta Casini. “E’
ora di liquidarlo” perché, dati alla mano, “c’è il 40% degli
italiani che non si riconosce né nel Pdl né nel Pd” oltre al
fatto che “se sommiamo i partiti che non hanno raggiunto il
quorum del 4% rileviamo che c’è un 15% persone che non ha
rappersentanza”.
A Via dei Due Macelli c’è molta soddisfazione: tutti si sentono
premiati per aver condotto una campagna “fuori dal gossip” e
“incentrata sui problemi veri degli italiani”. “Tra i partiti
moderati – nota Savino Pezzotta animatore della Costituente di
centro – il nostro è l’unico che cresce”. Ed è la conferma che
ormai la strada del “partito della nazione” sognato da Casini è
segnata.
Secondo i centristi, tuttavia, i risultati delle Europee non
cambiano di molto gli equilibri politici: è vero che il Pdl esce
ridimensionato da questa tornata elettorale ma, osserva il
segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, “questi dati non cambiano il
fatto politico, il governo va avanti”. Ed è ora che, incalza
Casini, il governo dia ascolto al presidente di Confindustria,
Emma Marcegaglia: “Ha ragione, è finita la ricreazione. Bisogna
pensare ai problemi delle famiglie italiane”. Confortata dal
risultato dell’election day l’Udc resta salda all’opposizione.
Peraltro Casini non registra alcuna avances nei suoi confronti:
“Berlusconi non mi ha mandato nessun segnale di nessun tipo.
Siamo all’opposizione con serenità. Se il governo fa una cosa
giusta la votiamo altrimenti lo contrastiamo”.
Luc
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