Ex Edilda, slitta il progetto di rinaturalizzazione: il nuovo bosco nascerà entro il 2027

Durante le demolizioni scoperti rifiuti speciali interrati. Il Parco del Ticino: «Costi aumentati e tempi più lunghi, ma l’obiettivo resta restituire l’area alla natura»

Prosegue il percorso di recupero dell’area dell’ex Edilda di Gallarate, ma con tempi più lunghi rispetto alle previsioni iniziali. Il progetto promosso dal Parco del Ticino, che prevede la trasformazione dell’ex sito industriale in una vasta area verde con prati e nuove superfici boschive, dovrebbe infatti concludersi entro il 2027.

L’ente aveva acquisito l’area, estesa per circa tre ettari, nel luglio del 2025 nell’ambito delle opere di compensazione ambientale legate al progetto ferroviario di collegamento con Malpensa. L’obiettivo è quello di eliminare le superfici impermeabilizzate, recuperare il suolo naturale e restituire il comparto a una funzione ambientale, attraverso un importante intervento di rinaturalizzazione.

A rallentare il cronoprogramma sono stati alcuni imprevisti emersi durante le operazioni di demolizione e bonifica. Come spiegato dal presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni, i tecnici hanno infatti rinvenuto una consistente quantità di rifiuti speciali interrati all’interno dell’area, una situazione non prevista nella fase iniziale del progetto.

La scoperta ha comportato la necessità di effettuare ulteriori interventi di smaltimento e messa in sicurezza, con un conseguente aumento dei costi e un inevitabile allungamento dei tempi di esecuzione. Se inizialmente il completamento delle opere era previsto entro i primi mesi del 2026, ora il traguardo è stato spostato di circa un anno.

Nonostante le difficoltà, il progetto mantiene intatta la propria finalità ambientale. Una volta conclusi gli interventi di bonifica e decostruzione, l’area sarà trasformata in un grande prato e successivamente interessata da opere di rimboschimento che porteranno alla nascita di un nuovo polmone verde al confine tra Gallarate e Busto Arsizio, a poca distanza dalla zona destinata ad accogliere il futuro ospedale unico della Valle Olona.

L’iniziativa rappresenta una delle più rilevanti operazioni di recupero ambientale avviate negli ultimi anni sul territorio. Oltre alla restituzione di suolo permeabile, il progetto punta infatti a recuperare un’area degradata e a contrastare il consumo di suolo attraverso la creazione di nuovi spazi naturali. Un modello che il Parco del Ticino auspica possa essere replicato anche in altre realtà, favorendo ulteriori interventi di rigenerazione ambientale e valorizzazione del territorio.