Expo 2015/ In attesa elezioni caso Bertolaso ingarbuglia matassa


Milano, 13 feb. (Apcom)
– Il recente avviso di garanzia per
corruzione inviato al capo della Protezione civile, Guido
Bertolaso, non fa altro che intrecciare ancora di più la matassa di Expo 2015, l’esposizione universale che Milano si è aggiudicata ormai quasi due anni fa. Da allora è stato un susseguirsi di polemiche, con relativa perdita di tempo, senza molti risultati concreti.

Sullo sfondo il duello Moratti-Tremonti, con il terzo incomodo formato dall’asse Formigoni-Lega, e con l’ombra di Bertolaso che si stagliava, almeno fino all’ultima bufera giudiziaria, sull’esposizione. Tutti gli ultimi indizi, infatti, convergevano sul nome dell’attuale numero uno della Protezione civile come commissario straordinario dell’evento. Alcune mosse del governo – prima l’ordinanza che prevede deroghe e varianti su alcune norme circa la valutazione dell’impatto ambientale, espropri, bonifiche e occupazione temporanea di aree, poi i tre emendamenti al decreto milleproroghe, dichiarati inammissibili, che prevedevano che i fondi versati dallo Stato per l’Expo non andassero alla società di gestione dell’evento, ma su un conto del Tesoro – hanno fatto pensare a una strategia per togliere poteri a Milano per darli a Roma.

Bertolaso, infatti, avrebbe dovuto prendere il posto dell`attuale commissario straordinario, il sindaco Letizia Moratti, scavalcando di fatto anche Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 spa, la società di gestione dell`evento. La mancanza di soldi e di una guida forte e condivisa – il ministro Tremonti è stato sempre molto freddo sull’Expo – hanno anche rilanciato le voci su una possibile rinuncia ad ospitare l’esposizione, voci prontamente smentite, ma non certo sopite.

Pbl

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