Finisce l’Expo, finisce l’incubo dei pendolari dell’Autolaghi e della ferrovia Varese-Milano. C’è chi ha salutato con un grosso sospiro di sollievo l’arrivo del 31 ottobre, che ha segnato la chiusura della manifestazione Expo 2015. Non si tratta del sempre più sparuto manipolo dei “No Expo”, che con l’andare delle settimane si è assottigliato per effetto del solito sport nazionale del “salto” sul carro del vincitore.
Sono più semplicemente i pendolari della metropoli. Le migliaia di varesini e varesotti che quotidianamente si spostano per lavoro dalla provincia al capoluogo lombardo e che soprattutto nei mesi di settembre e ottobre hanno vissuto come «un incubo» la presenza di Expo sul tragitto tra Varese e Milano.
Del resto, i cinque milioni di visitatori che, come annunciato sabato dal commissario di Expo , hanno affollato l’Esposizione nel solo mese di ottobre, da qualche parte hanno pure dovuto passare per raggiungere il sito di Rho.
E i mezzi erano due, l’automobile, passando per la cara, vecchia Autostrada dei Laghi, e il treno, lungo i binari sui quali transita anche la linea di Trenitalia Milano-Gallarate-Varese. In entrambi i casi, si tratta di direttrici già ampiamente insufficienti ad accogliere i soli pendolari: con l’effetto Expo sono diventate letteralmente invivibili. «Un incubo finito» sosteneva ieri chi percorre tutti i giorni la Milano-Varese in automobile.
Nelle ultime settimane la situazione aveva raggiunto livelli di insostenibilità, sia al mattino (soprattutto dopo l’anticipo dell’apertura dei cancelli di Expo alle 9, che ha eliminato lo “sfasamento” rispetto agli orari di punta dei pendolari) che alla sera.
Anche il sindaco di Busto Arsizio, che ieri pomeriggio è stato a Milano come fa regolarmente ogni lunedì, ammette: «Il traffico era effettivamente molto più scorrevole. All’andata sono arrivato molto più velocemente a destinazione e al ritorno sono rientrato a Busto Arsizio con notevole anticipo rispetto a lunedì scorso».
I pendolari dei treni sono i più sollevati in assoluto, perché sono stati vittime di «disservizi catastrofici», come il comitato pendolari Milano-Gallarate ha scritto all’assessore regionale . «Da quando Expo ha preso il via, i treni che viaggiano sulla tratta che passa da Rho Fiera hanno accumulato ritardi pari alla durata del viaggio. Chiunque abbia preso un treno, negli ultimi mesi, ha potuto constatare che l’approssimarsi al sito di Expo coincideva con rallentamenti e lunghe soste in mezzo alle campagne».
E se, come una maledizione, la fine di Expo segna anche «il ritorno degli scioperi del venerdì» per il trasporto pubblico, il primo lascito post-Expo lascia ben sperare.
Sulla Milano-Gallarate-Domodossola il comitato pendolari fa notare che «Trenord ha mantenuto la promessa di nuovi treni più capienti», visto che i convogli utilizzati per Expo sono stati distribuiti lungo le linee dei pendolari, mentre sulla Milano-Malpensa dal 13 dicembre torneranno le fermate del Malpensa Express a Busto Arsizio e Saronno.
Ma le eredità Expo positive ci sono anche per i pendolari dell’automobile, visto che l’avvio del grande evento aveva portato con sé la quinta corsia dell’Autolaghi fino a Lainate, ma anche la nuova Rho-Monza che rappresenta un importante sfogo alternativo rispetto all’intasamento (ormai da annali dell’Onda Verde) della A4 tra Pero e Cormano.













