Expo e le lingue straniere: la chiave per il rilancio della nostra economia nel mondo e dei nostri giovani “affamati” di lavoro. «Non era difficile prevederlo. Ma le istituzioni cosa hanno fatto in questi anni?».
Ad affermarlo è Ferruccio Canters, amministratore delegato di “Corsi di Lingue”, una delle principali e più prestigiose istituzioni varesine che si occupano di formazione linguistica qualificata. Ha letto le dichiarazioni del Ceo di Openjobmetis Rosario Rasizza, che consiglia ai potenziali candidati per i migliaia di posti di lavoro che si apriranno per Expo 2015 di prepararsi soprattutto sulle lingue straniere, e le condivide.
«Ha ragione in pieno, e sottoscrivo. Ma non è una cosa che non fosse prevedibile. Quel che mi chiedo è cosa hanno fatto le istituzioni per avvicinare l’appuntamento di Expo. Io non vedo alcun segnale».
Nelle scuole di lingue private i percorsi personalizzati sono già previsti, ma ci sono poche iniziative sul fronte pubblico, mentre la disoccupazione giovanile galoppa e il grande evento è dietro l’angolo.
«È una grande opportunità, che va colta, anche per prepararsi per il dopo Expo – secondo Canters – ma ci vuole un aiuto per questi giovani, anche economico, affinché possano formarsi in modo adeguato rispetto alle esigenze del mercato».
Gli istituti privati, «quelli seri, che sono sede d’esame Cambridge e offrono corsi certificati», da questo punto di vista, potrebbero fare la loro parte, se le istituzioni fossero disposte a contribuire in qualche forma. Sarebbe un investimento, secondo l’ad di Corsi di Lingue: «Pensiamo ad un giovane uscito dalla maturità o uno studente universitario iscritto ad una facoltà che gli dà poche prospettive per un futuro lavorativo. Imparando bene le lingue si aprono delle opportunità».
Su questo fronte l’Italia è indietro: «C’è bisogno di fare un salto, perché in Germania e nel Nord Europa l’hanno già capito da molto tempo quanto siano importanti le lingue straniere – spiega l’imprenditore – io vado in tante aziende, e trovo anche qui delle eccellenze. Quelle che investono nella formazione linguistica, continua e costante, sono quelle che vanno meglio. Credono nell’export e stanno nel mondo».
In vista di Expo c’è da lavorarci sopra parecchio, anche perché lo scenario, dall’osservatorio di un istituto come Corsi di Lingue, è piuttosto chiaro.
«In questo momento non è facile trovare personale qualificato in ambito linguistico a livello alto o avanzato – fa notare Ferruccio Canters – Oggi il mercato mette in evidenza che i migliori sono già andati via, a lavorare all’estero. L’Italia non li ha saputi trattenere. E il rischio è che, se continueranno a non aprirsi opportunità, i giovani continueranno a spostarsi all’estero».
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