Si inventano un’eredità per spillare cinque mila euro: tentativo di truffa sventato dal parroco.
Il religioso non soltanto ha capito che lo stavano raggirando, ma ha anche avuto la prontezza di spirito di segnarsi il numero di telefono comparso sul display del centralino della parrocchia consegnandolo poi ai carabinieri. La chiamata galeotta pochi giorni fa: «Buongiorno. Lei ha ricevuto un’eredità del valore di 80mila euro da un lontano parente appena deceduto», raccontava l’uomo al telefono con tono professionale da falso notaio.
In attesa di un appuntamento per sbrigare tutte le formalità burocratiche di rito, il religioso avrebbe dovuto semplicemente eseguire due bonifici bancari del valore di 2.300 euro il primo e 2.400 euro il secondo, a copertura delle spese. Non appena i bonifici fossero andati a buon fine il prete avrebbe ricevuto gli 80 mila euro spettanti.
Ma il don non ci ha creduto, ha fiutato la truffa e ha denunciato tutto ai carabinieri. Che in pochi giorni hanno chiuso il cerchio: il truffatore aveva intestato l’utenza cellulare alla giovane figlia. Ma da quell’utenza i carabinieri della stazione di Varese hanno rintracciato il vero autore della chiamata: 45 anni, di Torino, con alle spalle numerosi precedenti specifici, che è già stato
denunciato. I militari stanno ora verificando se sia sempre lui l’autore di altre truffe tentate in città con lo stesso sistema: voce maschile che annunciava un’eredità e chiedeva un bonifico a copertura delle spese, con cifre sempre al di sotto due tre mila euro per evitare di insospettire troppo sia la vittima che soprattutto gli istituto bancari più cauti a fronte di versamenti importanti.
I militari, intanto, ieri sera hanno tenuto un incontro con i fedeli proprio nella parrocchia di Giubiano per prevenire le truffe, in particolare ai danni degli anziani.
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