Fallimento della Pro Patria Zoppo è tornato in libertà

Fallimento della Pro Patria Zoppo è tornato in libertà

Busto Arsizio Giuseppe Zoppo è libero dal pomeriggio di ieri. Il gip di Busto Luca Labianca ha accolto la revoca degli arresti domiciliari richiesta dalla avvocato Angelo Colucci e avvallata dal pm Massimo Baraldo titolare dell’inchiesta della misura di custodia cautelare a carico dell’ex patron della Pro Patria accusato di bancarotta fraudolenta, tentata truffa, appropriazione indebita nonché di diversi reati a carico dell’erario.

La richiesta di revoca dei domiciliari è stata accolta anche perché il 5 novembre, ovvero domani, sarebbero comunque scaduti i termini di custodia cautelare a carico di Zoppo. «Termini – spiega Colucci – che non avevano più motivo di restare in vigore. Per il mio assistito non c’era pericolo di fuga in quanto non si è mai sottratto, dall’inizio dell’inchiesta, alle sue presunte responsabilità. Non esisteva pericolo di reiterazione del reato, in quanto Zoppo da tempo non faceva più parte della società Pro Patria, né di inquinamento delle prove, in quanto tutte le perquisizioni a suo carico sono già state eseguite».

Zoppo libero, quindi, dopo l’arresto avvenuto il 6 maggio scorso. Dopo quasi due mesi di carcere l’ex patron della Pro era stato destinato ai domiciliari ospitato a casa dei genitori. Al momento non rilascia nessuna dichiarazione: «Ovviamente è soddisfatto della liberazione, ha collaborato con la magistratura fornendo la sua versione dell’accaduto – spiega Colucci – ed è felice per essere stato completamente liberato. Le sue dichiarazioni saranno rilasciate pubblicamente settimana prossima. Di più non posso aggiungere». In questi giorni il pm titolare dell’inchiesta sta depositando l’avviso di chiusura delle indagini per la bancarotta fraudolenta che vede

proprio Zoppo quale unico indagato. Esiste, però, un secondo filone dell’inchiesta che vedrebbe almeno altre tre persone coinvolte. In particolare, intorno a questa tranche dell’indagine, verterebbe la “fattura” rilasciata per l’acquisto di Do Prado, che ammonterebbe a 400 mila euro circa, importo decisamente superiore alla quotazione del giocatore al momento dell’operazione. Acquisto che non vedrebbe Zoppo tra gli attori ma che annovererebbe passati team manager e procacciatori di ingaggi anch’essi iscritti nel registro degli indagati in merito alla vicenda. Zoppo in ogni caso è da ieri libero. Pronto a puntare il dito contro eventuali complici.Simona Carnaghi

f.artina

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