VARESE Ha 72 anni, da otto mesi si trova agli arresti domiciliari per violenza sessuale su minori, e probabilmente vi resterà recluso per altri due anni: perché ieri è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale su minori e condannato a due anni e otto mesi.
È un ex arbitro di calcio, molto attivo nel mondo dello sport, già allenatore di squadre giovanili, che adescava ragazzini promettendo loro di fargli avere un provino a Milanello, niente meno che al Milan: lo avevano arrestato gli uomini della Squadra mobile di Varese, dopo avere ottenuto dalle intercettazioni ambientali e telefoniche le prove che lo incastravano. L’arresto era stato eseguito di primo mattino nella sua abitazione di Varese, in esecuzione di una ordinanza voluta dal pm Massimo Baraldo. Lo stesso magistrato che ieri, in sede di giudizio abbreviato, ha chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi (partendo dalla ipotesi iniziale di 5 anni, scontato di un terzo per il rito alternativo). Difeso dall’avvocato Fabrizio Bini, l’uomo ha ammesso un solo episodio, quello per il quale era stato arrestato. Ma il capo d’imputazione gliene attribuiva almeno un altro avvenuto nove anni prima, a Gavirate, quando usò violenza su un ragazzino che lui si era offerto di accompagnare agli allenamenti di calcio. Circostanza però caduta in prescrizione. Peraltro, secondo il settantaduenne, la sua vittima era consenziente.
A Varese e nel circondario era un volto noto nel mondo dello sport, e in realtà, racconta chi lo conosce, qualche dubbio sul suo comportamento non propriamente corretto qualcuno se lo era già posto da tempo. Ma mancavano le prove e prima ancora, una denuncia che potesse dare avvio ad un’indagine.
Ci ha pensato la cognata, la scorsa estate, una volta che lo ha sentito parlare al telefono: discorsi scabrosi e inequivocabili riferimenti sessuali per un incontro che sarebbe avvenuto di lì a poco in piazzale Kennedy. Parole tanto esplicite, da convincerla a rivolgersi subito alla polizia, che immediatamente approntò un servizio di osservazione nel posto indicato, durante il quale gli uomini della Mobile hanno registrato l’incontro tra l’anziano e un quattordicenne. Per impedire che si compisse un reato, gli agenti hanno fatto intervenire una pattuglia della Volante sul piazzale, ordinandole semplicemente di accendere il lampeggiante: alla vista della luce blu, l’uomo ha interrotto tutto. Di qui però è partita l’indagine, con le intercettazioni telefoniche e ambientali, che confermavano i suoi numerosi contatti con diversi minorenni, tutti adescati in ambiente calcistico. Le conversazioni registrate vertevano tutte su temi di natura sessuale, con lusinghe e promesse da parte dell’ex arbitro di poter far ottenere provini e trasferimenti in squadre blasonate, tra cui appunto addirittura il Milan.
Franco Tonghini
e.marletta
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