Far del bene è bello anche dietro le quinte

Far del bene è bello anche dietro le quinte
Massimiliano Bertolio tre anni fa ha scoperto l’Associazione Parkinson Insubria e non l’ha più lasciata. Sito web, fotogallery e tanto altro: lui comunica per Aspi. «Ciascuno di noi può fare qualcosa di grande»

È stata la passione per tutto quello che è informazione e tecnologia a portare, quando aveva 22 anni, ad avvicinarsi all’Aspi (Associazione Parkinson Insubria). Da allora, negli ultimi tre anni, ha macinato articoli, fotogallery e ha tenuto aggiornato il sito web del sodalizio contribuendo a costruire relazioni e a diffondere informazioni.
Quando racconta la sua storia mette a nudo il volontariato del “dietro le quinte”, ovvero di tutti quelli che pur non stando in prima linea accanto ai malati o a chi soffre, mandano avanti la macchina organizzativa.

«A volte – racconta Massimiliano – mi sembra persino strano essere chiamato volontario: quello che faccio, per me, è quasi un hobby. Mi piace occuparmi del sito e della parte di comunicazione. Tutto qui».
Per Massimiliano l’inizio si è giocato in un momento difficile della sua vita, quando la malattia ha coinvolto persone a lui care e il volontariato gli ha aperto una porta. «Amici di famiglia che erano coinvolti in Aspi – racconta – mi chiesero se potevo dar loro una mano con il nuovo sito internet. E io ho detto sì». Nel frattempo, da quando ha cominciato a fare volontariato, Massimiliano ha iniziato a lavorare. Un passaggio che non gli ha però impedito di continuare nel suo impegno.
«Ho un lavoro che mi permette di trovare anche il tempo per seguire eventi e riunioni: spesso proprio perché tutti lavoriamo ci troviamo il sabato o alla sera. Molto del lavoro di stesura delle notizie lo posso fare quando voglio da casa».

La somma per lui è sempre e comunque positiva. «In questi anni – dice ho imparato tantissime cose e mi sono arricchito con le esperienze e le persone che ho incontrato. Una esperienza formativa sotto tutti i punti di vista».
Quando Massimiliano è arrivato in Aspi il web era terra di nessuno e l’informazione non aveva un punto di riferimento. «Ho lavorato con un altro ragazzo – racconta – che è il figlio di una socia ed ha competenze informatiche».
«Abbiamo creato il sito che è diventano importante anche per tenere legate e informate le ormai cinque sedi che operano in sinergia accanto ai malati di Parkinson e alle loro famiglie».
Perché Aspi Insubria significa Varese, ma anche Cassano Magnago, Legnano, Novara e Garbagnate Milanese. «Con una distribuzione territoriale così ampia – spiega ancora Massimiliano – diventa fondamentale creare i presupporti per comunicare e trasmettere informazioni». «Dà molta soddisfazione – racconta – quando a un convegno sulla malattia qualcuno si avvicina e ti dice che ha saputo dell’opportunità proprio grazie al sito».
E tra le connessioni che sono cresciute con lui vi è stata anche quella con la Run For Parkinson, maratona nata nel 2010 per sostenere la ricerca per i malati e le loro famiglie che, proprio con l’arrivo della diagnosi, cominciano una loro personale maratona nell’affrontare le difficoltà di ogni giorno.

«Aspi Insubria – dice Massimiliano – partecipa fattivamente sul nostro territorio all’evento che mette insieme gli sforzi, anche a livello globale, di tutti coloro i quali si mettono in cammino con noi contro la malattia».
Tra gli ultimi appuntamenti nel Varesotto c’è stato quello di domenica scorsa a Ternate all’interno di Woodinsotck festival di musica e arte che dice no al Parkinson.
I giovani in una associazione di questo tipo sono rari: lo ammette lo stesso Massimiliano, che ha vissuto questi anni in Aspi rendendosi conto del peso emotivo che può avere stare vicino a persone affette da questa patologia.
«Resta il fatto che il contributo di ciascun volontario genera un effetto positivo per tutti».

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