Fed; Difficile compito con tassi a zero.Oggi l’annuncio del Fomc

New York, 28 gen. (Apcom) – Con i tassi sui fed funds che sono stati tagliati ripetutamente, fino a scendere lo scorso 16 dicembre al minimo storico compreso tra lo 0 e lo 0,25%, cosa potrà fare oggi la Federal Reserve per la ripresa dell’economia Usa? In attesa della decisione che sarà comunicata alle 20.15 dal Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, è questo l’interrogativo che si pongono Wall Street e i mercati

azionari di tutto il mondo. Negli ultimi mesi e fino al mese scorso, le aspettative erano state sempre di un nuovo taglio dei tassi, considerata la recessione in atto negli Stati Uniti. Ma lo dicembre la Fed è andata ben oltre le attese, aprendo tra l’altro una nuova fase per la politica monetaria Usa: quella dei tassi a zero. Un intervento reputato necessario, in un momento di crisi finanziaria che ha avuto come precedente solo quello della Grande Depressione.

L’annuncio della decisione della Fed è atteso dunque stasera, al
termine di una riunione di due giorni iniziata ieri. Indicativo
quanto scrive Business Week, unod ei più diffusi settimanali
statunitensi, secondo il quale l’esito della riunione sarà
“insolito”, in quanto il comunicato della Banca centrale
americana “di fatto non conterrà alcuna decisione sui tassi di
interesse”.

Lo stesso settimanale americano riporta in un altro articolo
anche l’analisi di Goldman Sachs secondo cui i tassi sui fed
funds a zero sarebbero addirittura “troppo alti”. Il rapporto
afferma infatti che affinchè l’economia americana riparta, la Fed
dovrebbe tagliare il costo del denaro addirittura al -6% entro la
fine del 2010. Una manovra però che la stessa Goldman Sachs
giudica impossibile, in quanto è ugualmente impossibile tagliare
i tassi di interesse a un livello inferiore allo zero.

Dubbio “risolto”, insomma: l’unica cosa certa è che il costo del
denaro Usa verrà lasciato al livello attuale. Ciò non significa
però che la Fed non annuncerà nuove iniziative o non darà
indicazioni su quanto il nuovo governo americano di Barack Obama
potrebbe dover fare per contrastare la recessione. Il presidente
della Fed Ben Bernanke lo scorso 13 gennaio ha sottolineato che
una via possibile per uscire dalla crisi potrebbe essere quella
di “creare una bad bank”, ovvero una banca che si accolli gli
asset più rischiosi e “tossici”, che continuano ancora a
compromettere bilanci di banche e società finanziare.

Secondo il Wall Street Journal la Fed potrebbe invece fare un
passo indietro rispetto ad alcuni programmi in cantiere, come la
fissazione di un target sull’inflazione e la possibilità per la
banca centrale di acquistare titoli di stato.

E’ invece molto probabile che la Fed dia indicazioni su come
intende procedere nei piani a sostegno del credito. A tal
proposito Bernanke sarebbe contrario a imporre limiti sulla
liquidità che la Fed garantisce al mercato, nonostante il timore
di alcuni analisti che avvertono che un’eccessiva offerta di
moneta potrebbe tradursi in futuro in un aumento dell’inflazione
negli Stati Uniti. Stabilire un target, ha precisato infatti il
numero uno dell’istituto, “potrebbe avere l’effetto perverso di
costringere l’istituto a rendere più severe le condizioni dei
suoi prestiti, proprio nel momento in cui peggiora la situazione
in cui versano i mercati”.

L’obiettivo è quello di espandere l’operatività di programmi già
esistenti, concepiti per aumentare la disponibilità del credito
al consumo: come quello per esempio che sarà operativo a partire
dal mese di febbraio, e che punta a mettere a disposizione fino a
200 miliardi di dollari per sostenere l’acquisto di auto, ma
anche i prestiti agli studenti e il mercato delle carte di
credito. O come quello, già operativo, che vede la Fed acquistare
titoli legati al mercato dei mutui e garantiti da Fannie Mae,
Freddie Mac e Ginnie Mae, fino a un valore di 500 miliardi di
dollari.

Non è escluso infine che il Fomc parli apertamente anche dei
rischi di deflazione legati al brusco rallentamento dei prezzi.

Lna-Emc

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