Roma, 22 giu. (Apcom) – “Fini dice che la Padania non esiste perchè ne ha paura. E’ la parte del Paese che produce e paga le tasse e per questo vuole il cambiamento”. A dirlo è il leader della Lega, umberto Bossi, che, intervistato da Repubblica, bolla come “parole senza senso da chi da noi non prende voti” le afferazioni del presidente della Camera. “Lasciatelo parlare – insiste Bossi – tanto la gente lo ascolta e capisce. Bisogna aver fiducia nella gente”.
“La Padania – ironizza ancora il leader del Carroccio – è talmente inesistente che a noi ha dato più voti che a tutti gli altri partiti. Prima di parlare basterebbe riflettere su questo e si eviterebbe di dire cose che non hanno nessun senso”. Poi, Bossi rilancia: “c’è un po’ di gente incazzata in giro”, soprattutto per la proposta leghista di decentramento dei ministeri nelle citta’ del Nord. “Io – tira però dritto il senatur – voglio realizzare quello che è stato già fatto in Francia e Germania – afferma – voglio spostare i ministeri in città come Milano, Venezia e Torino. Per me è una necessità e un’opportunità, per molti invece è una rivoluzione: sono i centralisti che stanno acquattati nelle pieghe dello Stato”.
Ultimo capitolo dell’intervista, infine, dedicato, alla legge sulle intercettazioni: Bossi assicura che se Berlusconi gli affidasse il compito di portare avanti il testo, passerebbe subito, “perchè – dice – io sono uno che sa dialogare e ragionare. Vado subito a parlare con il Presidente Napolitano per capire i punti della legge che non vanno e quali sono gli emendamenti da fare”. Invece ormai, a questo punto, “parte della legge devi lasciarla per strada, è l’unico modo per portare a casa qualcosa”.
Gic
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