Ferrazzi non incassa da La Russa “Mi cacciano? Spieghino perché”

Ferrazzi non incassa da La Russa “Mi cacciano? Spieghino perché”

VARESE Luca Ferrazzi sceglie la linea del «non polemizzo». Non contro il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che pure ha definito «opportunistico» il suo passaggio dalla parte dei finiani. E non contro gli ex An del Pdl che, l’ex deputato Marco Airaghi in testa, hanno steso un documento per smentire nel merito e nei numeri il seguito dell’ex assessore all’agricoltura del Pirellone.Ferrazzi, piuttosto, rimarca le ragioni della scelta e annuncia: «Giovedì parteciperò al coordinamento provinciale del partito». Quello, per inciso, dove è stato invitato come vice coordinatore ma nel quale, all’ordine del giorno, ci saranno lui e la sua eventuale “epurazione”.

Ferrazzi, deluso dalle parole di La Russa e dei suoi ex compagni di partito?
Non mi interessa polemizzare con chi viene da An e ha deciso di rimanere nel Pdl, noi abbiamo fatto una scelta convinta e che ritengo già ampiamente spiegata: da un lato ci sono temi fondamentali per la nazione dall’altra c’è il piacere di tornare a fare politica.

La Russa l’ha definita un opportunista, uno che avrebbe levato le tende dopo la mancata rielezione e l’esclusione dalla giunta regionale.
Avendo anche detto che se fossi rimasto nel Pdl mi avrebbero trovato una collocazione, ha fatto un’affermazione che poi ha smentito lui stesso.

Il ministro ha aggiunto che lei avrebbe più volte criticato Fini che, tra l’altro, vi ha portati in quel Pdl che oggi contesta.
C’è stata l’evoluzione di un percorso. Io dico che bisogna rifondare il Pdl perché quello che c’è oggi non è più la forza propulsiva che avremmo voluto e nella quale avevamo creduto. Noi ci battiamo per una forza politica che riaffermi i valori di un centrodestra europeo e che sappia dare impulso alla vita politica italiana.

Lei del Pdl ha criticato l’assenza di dialettica interna. Le ha ribattuto il formigoniano Cattaneo ricordandole “litigate e scontri” nel coordinamento provinciale. E, al contempo, suggerendo l’importanza di «andare avanti».
Ho apprezzato le dichiarazioni di Raffaele, anche noi abbiamo sempre detto che non vogliamo far crollare alcunché. Per quanto riguarda il confronto, è un fatto che tra eletti ed esponenti di partito si discuta ma il problema sono i risultati. Non sono io a dirlo, anche la stampa rileva come ci sia poca possibilità di confronto all’interno del Pdl. E noi non vogliamo scelte calate dall’alto.

Ma lei dove si colloca in questo momento?
La nostra collocazione rimane nel centrodestra, a prescindere dalle evoluzioni.

Fini ha dichiarato morto il Pdl: lei si presenterà giovedì al coordinamento provinciale di un partito defunto?
Mancando uno dei due fondatori, il Pdl di fatto non esiste più ma c’è lo spazio per rifondarlo nei valori. E comunque non mi sento scappato di casa. Abbiamo semplicemente posto dei temi che riguardano il programma elettorale e la sua articolazione: come viene applicato non è un dettaglio trascurabile. E non mi si può rispondere “è così e basta”. Questa non è politica.

La sua posizione è critica. Si immagina la cacciata?
Se mi dicono “vattene” io rispondo “cacciatemi”. Ma devono motivare la decisione. Di solito ci si lascia in seguito a una crisi di governo o perché crolla un’amministrazione. Non è questo il caso. Giovedì mi presenterò al provinciale, dirò che abbiamo una posizione vicina al presidente Fini che mi risulta essere ancora il co-fondatore del Pdl e per ribadire totale fedeltà ai patti elettorali in provincia. Non cerchiamo smarcamenti.

s.bartolini

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