Inizia con un brivido, sbagliando nella valutazione di un cross da sinistra che batte sul palo. Il sole in faccia nel primo tempo gli dà fastidio ma non gli impedisce di rispondere da campione sul colpo di testa di Bianconi. Ci tiene a regalare un Natale tranquillo ai tifosi del Varese e nella ripresa infila altre due parate strepitose.
La catena con Rolando è collaudata. Talar-Italo è un treno che si fa la fascia su e giù, peccando ogni tanto di precisione ma senza far mancare mai il suo apporto in fase offensiva.
La difesa del Varese deve alzare le barricate, soprattutto sui calci piazzati, lui risponde sempre presente. Nel primo tempo si sgancia per uno slalom speciale dalla difesa all’attacco, attirando su di sé gli applausi di tutto lo stadio. Altra categoria, un privilegio averlo qui.
Gli capita un pallone d’oro sui piedi dopo pochissimi minuti e non riesce e convertirlo in gol. Dietro, come al solito, chiude la cerniera insieme a Ferri e non passa più nessuno.
Parecchio in difficoltà rispetto al solito, sbaglia diversi appoggi e in un paio di situazioni difensive si fa inghiottire dall’avversario diretto.
A parte il gol finale su rigore, che si merita dopo tante prestazioni positive, si conferma su ottimi livelli, battendo anche la punizione-schema che libera Giovio sul primo gol, probabilmente la giocata più bella del pomeriggio.
Era al rientro, vero. Ma viaggia al piccolo trotto e commette troppi falli, sempre in ritardo sul diretto avversario. Speriamo che le tre settimane di pausa lo aiutino a tornare in forma. Sperando, finalmente, di trovare continuità.
Proprio come ce lo aspettavamo: grintoso, generoso e senza paura. In conferenza stampa ammette l’emozione, e ci sta quando fai il tuo esordio al Franco Ossola, però in campo è reattivo fin dall’inizio, rubando palloni e proponendosi spesso in fase di inserimento.
Una serpentina in avvio, un destro di prima alle stelle su assist di Vingiano e poco altro. Continuiamo forse ad essere poco generosi con lui, perché ci aspettiamo qualcosa in più di due prestazioni al piccolo trotto.
Finalmente il gol su azione, settimo stagionale complessivo, che gli mancava da Varese-Casale. Stringe i denti e dà tutto per la maglia dei suoi sogni: i tendini gli danno noia da parecchie settimane, ma non si tira indietro mai.
Un corpo estraneo. Lui più di tutti ha bisogno di rifiatare. E capire, per poi dimostrarlo, se vuole ancora il Varese.













