Roma, 23 giu. (Apcom) – La Fiat prende tempo dopo l’esito non esaltante del referendum nello stabilimento di Pomigliano sull’accordo separato con i sindacati. Nel voto dei lavoratori non c’è stato l’ampio consenso atteso dall’azienda (almeno il 70-80%), ma per il momento dal Lingotto non arrivano prese di posizione, rinviando forse alla tarda mattinata. L’amministratore delegato Sergio Marchionne è a Torino e non si prevedono spostamenti. La sua prossima uscita pubblica potrebbe essere lunedì 28 all’assemblea degli industriali torinesi, dove interverrà il numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia.
Iniziano intanto a circolare indiscrezioni sulle prossime mosse dell’azienda, secondo cui si starebbe già valutando l’opzione Polonia per la produzione della nuova Panda. Ipotesi su cui fonti del Lingotto gettano acqua sul fuoco, spiegando che i giochi restano aperti e si stanno valutando le diverse possibilità.
Tra le soluzioni emerse negli ultimi giorni, alternative al piano previsto dall’accordo sindacale, c’è anche il cosiddetto piano C, che prevede una newco controllata da Torino per rilevare lo stabilimento e riassumere gli addetti con un nuovo contratto definito dal management del Lingotto. Una strada sicuramente meno complicata rispetto alla scelta polacca, che aprirebbe invece forti problemi sul fronte politico e sindacale.
Glv/Pre-Eco
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