Roma, 18 set. (Apcom) – E’ in via di definizione il piano industriale 2010-2014 di Fincantieri che riscrive completamente il futuro del colosso mondiale della cantieristica, numero uno al mondo nella produzione di navi da crociera, alle prese con la vertiginosa caduta degli ordini. Secondo la bozza del progetto, anticipata da Repubblica, la cura dimagrante prevede una riduzione degli organici dei cantieri italiani di 2.450 unità, 1.770 nella divisione mercantile e nelle riparazioni navali, 550 nel militare, nei megayacht e nei sistemi e componenti, 120 nella Corporate. Andrà invece progressivamente ad aumentare il peso dei cantieri americani, che da qui a 5 anni cresceranno di 900 unità.
Il piano non dovrebbe prevedere il ricorso a soluzioni traumatiche, cercando di gestire il tutto attraverso gli ammortizzatori sociali. Tuttavia, cresce l’allarme nei sindacati. “Irrituale e gravissimo il metodo per comunicare il piano di ristrutturazione da parte di Fincantieri. Nel merito – afferma Emilio Lonati della Fim-Cisl nazionale – se confermate, le scelte di Fincantieri confliggerebbero con gli impegni assunti recentemente dal gruppo. Esigiamo spiegazioni immediate da Fincantieri e governo”.
Gab
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