«Per Villa Mylius serve un progetto concreto, che valorizzi le risorse varesine. Per questo parliamo di Accademia del Paesaggio. Realizzare solo un’Accademia del Gusto e della Musica non ha senso».
Il vicesindaco Daniele Zanzi, portavoce del movimento civico Varese2.0, di cui è rappresentante in giunta, non ci sta a passare «per il signor no, per quello che si schiera contro i progetti per la città. Così siamo stati definiti durante l’ultima commissione, per il fato che come movimento non intendiamo accettare il progetto della Fondazione Marchesi, così come è stato presentato».
Durante l’ultima seduta di commissione congiunta Cultura e Lavori pubblici, infatti, gli esponenti di Varese2.0 sono stati le voci più critiche tra i consiglieri presenti. «Tanto che siamo stati criticati anche dal presidente del consiglio comunale Stefano Malerba, che avrebbe detto che ci schieriamo sempre contro i progetti – continua Zanzi – invece non è così.
Noi vogliamo la tutela del territorio, e lo abbiamo dimostrato con le battaglie contro il parcheggio di Villa Augusta e contro quello alla Prima Cappella. E vogliamo anche che i soldi pubblici, che sono di tutti i cittadini, siano ben spesi. E con l’attuale tipo di progetto su Villa Mylius, mi spiace, ma non sarebbe così».
E infatti il sindaco Davide Galimberti e il vicesindaco Zanzi hanno inviato alla Fondazione Marchesi una lettera congiunta, nella quale viene chiesto che l’offerta sia ampliata, con l’aggiunta dell’Accademia del Paesaggio. «C’è chi dice che è un progetto fumoso – continua il vicesindaco – non è così. È un progetto da costruire, certo, ma è molto meno fumoso di quanto lo sia l’Accademia del Gusto e della Musica. La parte legata alla cucina non ha mai convinto, è sempre stata tutt’altro che chiara. Avevano poi quindi aggiunto la parte legata alla musica, perché solo il gusto non convinceva. Ma anche questa che senso a Varese, dove già esistono grandi realtà ed eccellenza del mondo di quest’arte. Mentre il paesaggio è la nostra vera ricchezza, quella che può contraddistinguerci e che va valorizzata. Non sono solo i varesini a dirlo, visto che lo ha ribadito in continuazione anche l’assessore alla Cultura Roberto Cecchi».
Quindi Zanzi va giù duro, assicurando che «fino a quando ci saremo noi di Varese2.0 i soldi dei cittadini non saranno mai utilizzati per opere che non sia nel loro interesse. Lo abbiamo dimostrato con le nostre battaglie precedenti, e andiamo avanti a dimostrarlo adesso». A non convincere poi Zanzi è anche la ripartizione dell’Accordo di programma, «che prevede come il privato, cioè la Fondazione, investa solo 500mila euro, e tutto il resto venga da fondi pubblici».
Insomma, su Villa Mylius la maggioranza non si trova unita.
«Ma questo non significa che la coalizione che sostiene il sindaco sia spaccata – precisa Zanzi – le diversità di opinioni sono una ricchezza. E dando vita al dialogo possono portare a soluzioni concrete, come dimostra la lettera congiunta che abbiamo inviato. Questo per rispondere agli esponenti della minoranza, che adesso vogliono cavalcare questa situazione, facendo finta di non ricordare che loro, durante la precedente giunta, avevano cacciato un vicesindaco, Carlo Baroni, per semplici questioni di equilibri tra partiti. Non c’era nessuna ragione programmatica. Noi invece ci confrontiamo in maniera matura sui programmi, restando uniti a sostegno del sindaco, e lavorando per il bene della città».
Senza venire meno quindi ai propri valori, che Varese2.0, come dimostra la presa di posizione di Zanzi, non intende barattare.
«Continuerò a combattere per le mie idee» assicura.
«Per Villa Mylius vogliamo realizzare qualcosa di veramente bello per tutti i cittadini».













