Roma, 15 feb. (Apcom) – Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, definisce “impropri” i paragoni che qualcuno fa tra il periodo pre-Tangentopoli e il giorno d’oggi. Incontrando gli studenti della Luiss, la terza carica dello Stato ha osservato: “Oggi ci sono tanti episodi di malcostume e tangenti ma vanno considerati per quello che sono, volgari lestofanti. Evitiamo paragoni impropri”.
Il presidente della Camera per spiegare la sua affermazione ha ricordato un discorso che fece Craxi: “Fece una chiamata in correità. Chiese a tutti noi se avessimo qualcosa da dire” perché “quello era un sistema. Oggi invece ci sono tanti corrotti” ma la corruzione non serve “per sostenere i costi” della politica.
“I grandi partiti del passato, quelli di governo – ha ricordato Fini – avevano in ogni città federazioni con decine di impiegati, c’erano strutture che oggi non esistono più. Oggi chi ruba non lo fa per il partito ma perché è un ladro”. Fini ha precisato di non voler legittimare nessuno perché anche quelli della prima Repubblica “erano ladri” ma sulle loro spalle “c’era il peso di mastodontici apparati”.
Luc/Sar
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