Roma, 8 set. (Apcom) – Gianfranco Fini non intende dimettersi, ritiene che andare alle elezioni anticipate sia da irresponsabili, e sottolinea che “se Berlusconi e Bossi salgono al Colle, lo fanno per parlare della situazione politica” e non certo per chiedere al presidente della Repubblica la testa del presidente della Camera, cosa non contemplata dalla Costituzione. Complice Enrico Mentana, intervistato dalla 7, Fini completa quello che a Mirabello ha iniziato, ovvero la rottura apparentemente insanabile con Silvio Berlusconi. E lo fa con pacatezza,
come a enunciare l’invitabile, la fine di un’era. Tanto è vero che, da cofondatore “espulso in due ore per accuse ridicole”, sancisce la fine del Pdl. “Anche se volessi tornare – dice Fini – non ci sarebbe un posto dove tornare. Allora, bisogna andare avanti, fare altro”. Un partito? Fini non risponde, ma il sorriso è largo. E a Mentana che lo incalzava su cosa farà se si dovesse andare ad elezioni, Fini ha rispost: se si andrà al voto, “Fli sarà prontissimo”.
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