Gubbio, 10 set. (Apcom) – Renato Schifani ci pensa un attimo, prima di rispondere alla domanda, poi dice convinto: “Per regolamento e Costituzione il Presidente Fini non è affatto sfiduciabile, esercita il suo ruolo con autorevolezza e imparzialità che gli viene riconosciuta”. Parole nette, pronunciate prima di intervenire a Gubbio, dichiarazioni che non lasciano spazio a equivoci: “Non può essere sfiduciato a meno che non si fosse macchiato di responsabilità delle quali non mi risulta essersi macchiato”.
Dichiarazioni che, almeno a una prima lettura stridono con le dure accuse a Fini pronunciate dal premier Silvio Berlusconi, in trasferta russa. Ma nel Pdl è tutto un ridimensionare: “Ha parlato da Presidente del Senato”, spiegano uomini che conoscono Schifani. “Che altro poteva dire?”, assicurano i berlusconiani duri e puri. Tanto che, a sera, Sandro Bondi ribadisce: “Io sulle dimissioni di Fini non cambio idea”. Schifani spende dunque parole istituzionali, ma nette, su Fini. Il primo, fra i big nella maggioranza, a non chiedere la testa del Presidente della Camera. Poi mette in guardia dal rischio che il voto ancticipato rappresenterebbero un “trauma per la democrazia”, prima di partire anticipatamente per Palermo a causa di un serio problema familiare che lo costringerà a saltare anche la partecipazione, domani, alla festa di Atreju.
(Segue)
Tom
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