Roma, 1 mar. (Apcom) – Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rilancia il tema della cittadinanza agli immigrati mettendo l’accento però soprattutto sui minori nati in Italia da genitori stranieri o arrivati nel nostro paese molto piccoli mentre si mostra più prudente rispetto alla cittadinanza breve per gli adulti. Incontrando i ragazzi nati nell’89, ammette che il “tema della cittadinanza è complicato: la questione va inquadrata partendo dai più giovani, cioè da coloro che nascono in Italia e hanno genitori di un’altra nazionalità o che sono venuti in Italia da piccoli” perché “quei ragazzi dopo qualche tempo si sentono italiani. È un errore aspettare che compiano i 18 anni”.
Quindi, secondo Fini, bisogna “ragionare sulla cittadinanza per chi nasce e chi viene qui da piccolissimo è un elementare esercizio di civiltà” ma solo dopo bisognerà “affrontare la questione degli adulti. Ora non mettiamo troppa carne al fuoco…”.
“O siamo del tutto obnubilati e prigionieri di una valutazione sbagliata e superficiale secondo cui oggi ci sono gli immigrati perché la società ne ha bisogno o basta conoscere un po’ di storia per sapere che prima o poi mettono radici: è inevitabile che i ragazzi nati qui siano esattamente come i nostri figli”, ha concluso Fini.
Luc
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