VARESE Le questioni sollevate dalla rivolta dei presidi e del professor Paolo Cherubino sono tante, ma il primo vero problema da affrontare all’università dell’Insubria è la protesta nazionale dei ricercatori. Che ha provocato il rinvio dell’inizio delle lezioni di Giurisprudenza e rischia di causare altri ritardi. Non lo è invece la laurea a Umberto Bossi che «nessuno ha mai preso in considerazione in facoltà di Scienze, semplicemente perché non sarebbe opportuno concederla a un uomo politico attivo».Parola di Alberto Coen Porisini, preside della facoltà di Scienze di Varese, a cui fa capo la facoltà di Scienze della Comunicazione da cui dovrebbe essere concessa la laurea al Senatùr: «Quest’estate si è innestata una polemica fuori luogo, chiusa dallo stesso ministro che si è detto non interessato, dimostrando come la questione non avesse ragione di esistere – dice oggi Coen – Ma in facoltà nessuno ha mai preso in considerazione l’ipotesi. Il punto non è se Bossi la meriti o meno: semplicemente in consiglio di facoltà non si è nemmeno mai discussa la possibilità di dare una laurea a uomo politico attivo». Polemica chiusa, quindi. Ok, ma all’Insubria, anche dopo la “tregua” con le decisioni del Senato
accademico (che ha disattivato il corso di laurea in economia a Como, come richiesto dalla facoltà) la tensione resta alta. Resta confermata anche l’assemblea aperta a docenti e ricercatori convocata per il 30 settembre da Paolo Cherubino, principale rivale del rettore Renzo Dionigi. «Alla fine il Senato accademico ha preso sul corso di laurea a Como l’unica decisione possibile – prosegue Coen – ma all’unanimità, a dimostrazione che i dissensi e le spaccature di cui si è parlato sui giornali a sproposito non esistono. I problemi, invece, ci sono e vanno affrontati nelle sedi opportune. Tra questi, la protesta dei ricercatori che giustamente temono lo smantellamento della ricerca e un’ulteriore precarizzazione».Proprio ieri l’ateneo ha comunicato la decisione della facoltà di Giurisprudenza di far slittare l’inizio delle lezioni dei corsi di laurea dal 20 al 27 settembre per manifestare il proprio «dissenso sulla penalizzazione complessiva della docenza universitaria e in solidarietà con le rivendicazioni dei ricercatori». Un’iniziativa per rendere nota pubblicamente «la grave insoddisfazione dell’intero corpo docente rispetto agli sviluppi della pur indispensabile ed attesa riforma universitaria». E non è escluso, a meno di dietrofront dal Governo, che possa avvenire anche in alte facoltà dell’Insubria.Piero Orlando
s.bartolini
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