Dal nullatenente milionario, allo straniero che incassa l’assegno destinato al familiare deceduto da tempo, sino al varesotto trasferitosi in Svizzera che si scorda di segnalare il cambio di residenza ad anagrafe e Inps.
Continuando a riscuotere. Sono 45 i furbi dell’assegno sociale incastrati dalla guardia di finanza di Varese al termine di una capillare quanto efficace operazione. Quarantacinque persone che senza averne alcun diritto hanno continuato a riscuotere per un periodo che, a seconda dei casi, varia da un minimo di due a un massimo di cinque anni.
Elevatissimo il danno per lo Stato: un milione di euro bruciato sui conti dei furbetti. La finanza ha individuato e sequestrato cento mila euro: «Un rapporto uno a dieci importantissimo – ha spiegato , comandante provinciale della Gdf – Queste persone incassavano l’assegno sociale non dovuto e lo spendevano subito. Sui conti correnti non rimaneva praticamente nulla”.
Le indagini sono scattate dopo un controllo incrociato tra i dati forniti dall’Inps, ente che eroga gli assegni sociali, lo stato anagrafico dei beneficiari del sostegno economico statale e il loro reddito. «Un’indagine svolta sul campo – ha detto, comandante della compagnia di Varese – In molti casi abbiamo dovuto fisicamente andare a verificare sul luogo della presunta residenza la presenza del beneficiario».
L’assegno sociale, per gli over 65 in difficoltà, è collegato al territorio. In sintesi lo Stato lo eroga sino a quando il beneficiario risiede in Italia e versa in gravi difficoltà economiche. Venendo a mancare questi due requisiti l’assegno sociale salta.
«Tre sono le categorie di furbetti emerse dall’indagine – ha spiegato Morelli – Abbiamo italiani che per varie ragioni si sono trasferiti all’estero ma non l’hanno comunicato. E hanno continuato a riscuotere assegni che vanno dai 400 ai 600 euro al mese».
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