Fisco/ Dolce e Gabbana, giudice: tutto alla luce del sole

Milano, 3 mag. (TMNews) – Nessuna truffa, nessun reato. Il gup di Milano Simone Luerti spiega i motivi per cui il 1 aprile scorso ha prosciolto gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana dalla doppia accusa di truffa ai danni dello Stato e dichiarazione infedele dei redditi per circa un miliardo di euro. “La contestata natura artificiosa delle condotte poste in essere a vario titolo dagli imputati non è affatto scontata, né evidente” sottolinea il gup, secondo cui “l’intera operazione, come tale, si è realizzata alla luce del sole, dagli incarichi ai professionisti agli atti costitutivi delle società, fino alle loro denominazioni”.

Quattro anni di indagini avevano convinto la procura a chiedere il rinvio a giudizio dei due stilisti e con loro altri cinque imputati, tra cui il fratello di Domenico Dolce, Alfonso. Secondo il sospetto ricostruito dall’accusa, a vario titolo, avrebbero creato una societa’ in Lussemburgo. Il fine sarebbe stato di non pagare le tasse in Italia sullo sfruttamento dei loro marchi D&G. Un’ipotesi accusatoria, caduta però di fronte al gup. “Le condotte contestate integrano palesemente una delle molteplici forme che assume l’elusione fiscale, il cui rilievo penale tributario è tutto da verificare”. Segue il proscioglimento con la formula piena, perché “il fatto non sussiste”.

La questione è chiusa, secondo il gup, per cui “stringenti argomentazioni in diritto” rendono “affatto superflua la valutazione dibattimentale, non residuando soluzioni aperte da verificare nel contradditorio”.

Xju

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