Il leadertira la volata alla campagna elettorale della Lega a Varese, riempiendo piazza del Podestà: «Renzi se la sogna una piazza come questa». La visita varesina del segretario federale del Carroccio è un “ciclone” sulle “vasche” del sabato in centro. Salvini parla in piazza del Podestà, sotto la storica sede. «Qui è nata la Lega, qui c’è il cuore della Lega, da qui passa la nostra grande vittoria» sottolinea , che il segretario cittadino presenta come capolista. Quando parla il “Capitano”, la piazza si riempie. «È dal 2006 che non vedevo così tanta gente, dai tempi del ritorno dell’Umberto in piazza per la campagna elettorale del primo Fontana» ammette il consigliere regionale . Salvini lo nota subito: «Renzi se le sogna piazze come questa, lui parla nel chiuso dei salotti». E giù, con il suo diluvio di parole su immigrazione, Europa, fisco. Ma anche un accenno ai «parlamentari leghisti che stanno facendo il diavolo a quattro per difendere i sacrosanti diritti acquisiti dei frontalieri da chi vuole mettere mano sui loro stipendi e risparmi». Ma c’è anche tanta Varese nelle parole del leader, che dà la spinta al candidato sindaco del centrodestra , in maglioncino verdino. «Sono orgoglioso che abbiamo scelto candidati che non hanno la tessera della Lega come Orrigoni e . Magari non hanno mai avuto esperienze politiche, ma hanno le idee chiare e un progetto di città chiaro». Alle amministrative, ammette il leader, «c’è in ballo tanto», anche perché «città dopo città, quando e se ci permetteranno di votare, noi a Renzi non facciamo neanche mezzo centimetro di sconto e andiamo a vincere». Varese decisiva per la Lega, anche se Salvini è sicuro della vittoria: «Varese è una città dove abbiamo governato bene, altrimenti non ci avrebbero rieletto per così tanti anni – spiega – abbiamo un candidato sindaco in gamba, che subentra a un ottimo sindaco. Un sindaco imprenditore, che il lavoro l’ha creato con le sue aziende e crediamo che possa farlo anche per la sua città. Non ci interessano mirabolanti promesse». Le priorità? «Lavoro e sicurezza» sostiene Salvini. Ma anche sport: «Con un sindaco come
Paolo, anche la Varese sportiva tornerà grande. Investire sullo sport è un investimento sano che può evitare altro genere di problemi». Insomma, quella che Salvini indica è «una Varese normale», in cui ai militanti si chiede «di andare a risvegliare quelli che non ci credono». È l’elettorato storico del centrodestra che deciderà la sfida: «Non siamo qui a promettere la rivoluzione a Varese, ma di proseguire con una sana, buona, pulita e onesta amministrazione – sintetizza Salvini – una bella città dove il milanese medio venga a bere qualcosa al sabato sera o vada a farsi due passi al Sacro Monte senza disturbarvi troppo». È quello che prospetta anche il sindaco: «Dobbiamo impegnarci per fare in modo che il nostro ottimo candidato sindaco possa vincere. Non abbiamo dubbi che vincerà ma dobbiamo fare in modo vinca subito e alla grande, e che si chiuda questa campagna elettorale il più presto possibile con una vittoria al primo turno». In ballo c’è un’eredità importante: «Paolo Orrigoni saprà portare avanti il nostro lavoro – afferma Fontana – sarà lui a inaugurare il nuovo parcheggio di via Sempione, la nuova illuminazione pubblica, la palestra alla Canottieri, la nuova pista a Calcinate degli Orrigoni, il nuovo teatro e la nuova biblioteca in piazza Repubblica, la Villa Mylius con la scuola di Gualtiero Marchesi. Tutte cose che lasciamo in eredità e che vogliamo regalare alla città». «Soltanto chi fa riferimento al centrodestra e ha la nostra cultura politica potrà concludere. Qualcuno parla male della nostra città, ma basta vedere altre città amministrate da altre maggioranze per notare la differenza, o sentire quelli che vengono a vedere la nostra città e ne rimangono incantati».Per Fontana, che non sarà in lista, è l’occasione di calare il sipario su «dieci anni difficili, ma belli e pieni di soddisfazione. La più grande è quella di avere un buon rapporto con i miei cittadini, parlare con loro e risolvere i loro problemi». E Paolo Orrigoni, che per Maroni proseguirà «una storia di sindaci della Lega che hanno cambiato questa città in meglio», si dice «orgoglioso» di essere sul palco di piazza Podestà.













